Sarà citata come responsabile civile l'azienda Garibaldi di Catania, nel cui ospedale una donna è entrata in sala operatoria, nel novembre del 2013, per un intervento chirurgico al legamento crociato del ginocchio destro, essendo invece operata al ginocchio sinistro, con un prelievo del tendine di cinque centimetri. Questa la decisione del presidente della seconda sezione del Tribunale, che ha accolto una richiesta della parte offesa e ha ammesso come parti civili la donna,  rigettando una richiesta di esclusione per un presunto vizio di forma presentata dai legali dei due medici imputati, e le associazioni Codacons, Codici e Prolegis.

A eseguire l'intervento futono due medici dell'ospedale Garibaldi Nesima, Domenico Borrello e Pietro Barbaro, sono accusati di lesioni aggravate. Per il Pm Alfio Gabriele Fragalà avrebbero agito con «imperizia e negligenza» cagionando un danno permanente alla parte offesa. I medici hanno respinto le contestazioni e affermato di aver eseguito l'intervento al ginocchio sinistro poiché, dopo l'anestesia si sono resi conto al tatto che era più urgente operare quell'arto.

Il legale della paziente, l’avvocato Dario Pastore, ha sottolineato di «avere registrato con profondo rammarico la mancata costituzione come parte civile nel processo dell’Ordine dei medici di Catania e dell’Azienda Garibaldi, visto che – osserva il penalista – se le condotte contestate dovessero essere provate sarebbero certamente lesive dell’intera categoria e dell’ospedale».