Venerdì 27 febbraio alle 20.30 e sabato 28 febbraio alle 17.30 il Politeama Garibaldi di Palermo ospita un doppio appuntamento interamente dedicato a Maurice Ravel, tra le figure più raffinate del Novecento musicale. L’Orchestra Sinfonica Siciliana inserisce i due concerti nella 66ª Stagione, proponendo Shéhérazade op. 41 e L’Enfant et les sortilèges sotto la direzione del maestro francese Frédéric Deloche.
Un programma che intreccia suggestioni orientali, teatro musicale e fantasia orchestrale, coinvolgendo un ampio cast vocale, il mezzosoprano Majdouline Zerari, I Solisti di OperaLaboratorio e il Coro di Voci Bianche della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana.
Prima parte: Shéhérazade op. 41, l’Oriente immaginato
Ad aprire la serata è Shéhérazade op. 41, ciclo di tre liriche per voce e orchestra su testi di Tristan Klingsor, composto tra il 1903 e il 1904. Ravel costruisce un Oriente evocato, più letterario che reale, dove il colore orchestrale diventa protagonista.
I tre brani — “Asie”, “La flûte enchantée” e “L’indifférent” — delineano atmosfere sospese, sensuali, costruite su una scrittura timbrica di straordinaria precisione.
- In “Asie” la voce si espande in un racconto visionario.
- “La flûte enchantée” si sviluppa attorno a una linea strumentale dolce e sinuosa.
- “L’indifférent” chiude il ciclo in un clima rarefatto e malinconico.
A interpretare il ciclo è il mezzosoprano Majdouline Zerari, chiamata a restituire le sfumature di un canto sospeso tra sogno e narrazione
Seconda parte: L’Enfant et les sortilèges, la fantasia teatrale
La seconda parte del concerto propone L’Enfant et les sortilèges, definita “fantasia lirica” su libretto di Colette, rappresentata per la prima volta nel 1925 a Montecarlo.
L’opera racconta la storia di un bambino capriccioso che, punito dalla madre, sfoga la propria rabbia contro oggetti e animali della casa. Questi prendono vita e si ribellano in una sequenza di quadri fantastici. Il punto di svolta arriva quando il bambino mostra compassione verso uno scoiattolo ferito. La riconciliazione culmina nell’invocazione finale “maman”.
Il ruolo dell’Enfant è affidato ad Anna-Doris Capitelli (L’Enfant). Il cast comprende:
- Chiara Tirotta (Maman, Tasse Chinoise, Libellule)
- Maria Caterina Vitaggio (Le Feu, La Princesse, Le Rossignol)
- Daniela Cappiello (Pastourelle, Chouette, Chauve-souris)
- Cristina Melis (Chatte, L’Écureuil, Bergère, Pâtre)
- Paolo Ingrasciotta (L’Horloge Comtoise, Le Chat)
- Rosolino Claudio Cardile (La Théière, Rainette, Petit Vieillard)
- Hidenori Inoue (Le Fauteuil, Arbre)
Partecipano I Solisti di OperaLaboratorio diretti da Fabio Ciulla e il Coro di Voci Bianche della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, preparato da Riccardo Scilipoti.
Un caleidoscopio sonoro
Dal punto di vista musicale, L’Enfant et les sortilèges è un mosaico sonoro. Ravel attraversa jazz, ragtime, valzer e momenti corali, con una scrittura brillante e ironica, sostenuta da un’orchestrazione ricca e coloratissima.
La produzione palermitana propone una mise en espace firmata dalla regista Alessandra Panzavolta, con le immagini del videomaker Vincenzo Mazzara. Il progetto mette in dialogo canto, gesto teatrale e immagini, valorizzando la dimensione scenica e coreografica dell’opera
FAQ
Chi dirige il concerto?
Il direttore è Frédéric Deloche.
Chi interpreta Shéhérazade?
Il mezzosoprano Majdouline Zerari.
Quante opere di Ravel vengono eseguite?
Due: Shéhérazade op. 41 e L’Enfant et les sortilèges.
Quando fu rappresentata per la prima volta L’Enfant et les sortilèges?
Nel 1925 a Montecarlo.
