La Sicilia torna al centro della scena del gelato artigianale internazionale grazie a una vittoria che profuma di tradizione, coraggio e innovazione.
A conquistare il titolo di Gelato dell’Anno è stato un maestro gelatiere palermitano, capace di trasformare ingredienti simbolici della cucina italiana in un’esperienza inedita, raffinata e profondamente identitaria.
La notizia arriva da una fonte autorevole del settore food siciliano, All Food Sicily, che ha raccontato il successo ottenuto in uno dei contesti più prestigiosi al mondo per chi lavora con gusto, tecnica e creatività.
Il protagonista è Mimmo Lucchese, storica icona della Gelateria Lucchese, punto di riferimento per generazioni di palermitani e visitatori. Un nome che, per chi ama il gelato artigianale, è sinonimo di qualità, memoria e ricerca.
Il premio che consacra il talento siciliano
Mimmo Lucchese ha conquistato il titolo di Gelato dell’Anno nell’ambito del concorso internazionale “Mille idee per un nuovo gusto”, uno degli appuntamenti più attesi e competitivi del settore. Il riconoscimento è stato assegnato durante il SIGEP World 2026, il Salone Internazionale dedicato a Gelateria, Pasticceria, Bakery e Caffè, che ogni anno richiama a Rimini i migliori professionisti del mondo.
Vincere in questo contesto significa confrontarsi con decine di maestri gelatieri provenienti da Paesi diversi, ciascuno portatore di tecniche, ingredienti e visioni del gusto. Emergere non è semplice. Serve un’idea forte, riconoscibile e coerente.
Ed è proprio qui che la Sicilia ha fatto la differenza.
Il gusto vincente: panettone salato e pomodori secchi
A convincere la giuria tecnica è stata una creazione fuori dagli schemi: un gelato a base di panettone salato e pomodori secchi. Un abbinamento che, sulla carta, potrebbe sembrare audace, ma che nella pratica si è rivelato equilibrato, armonico e sorprendentemente elegante.
Il panettone, simbolo della tradizione italiana, viene reinterpretato in chiave salata, mentre i pomodori secchi — ingrediente profondamente legato alla cultura mediterranea e siciliana — aggiungono intensità, sapidità e una nota solare che richiama immediatamente il Sud.
Non si tratta di una provocazione fine a sé stessa, ma di una costruzione gustativa pensata con rigore. La giuria ha premiato proprio questo aspetto: l’equilibrio tra innovazione e rispetto della tradizione.
Tradizione che evolve, senza snaturarsi
Uno dei motivi per cui il gelato di Mimmo Lucchese ha colpito i giudici è la sua capacità di raccontare una storia. Ogni cucchiaiata parla di territorio, di memoria gastronomica e di un sapere artigianale che non si limita a ripetere il passato, ma lo rilegge con occhi contemporanei.
La Sicilia, da sempre, è terra di contaminazioni. E il gelato artigianale non fa eccezione. Negli ultimi anni, sempre più maestri gelatieri isolani stanno sperimentando gusti salati, abbinamenti insoliti e ingredienti locali, senza perdere di vista la qualità delle materie prime.
Lucchese si inserisce in questo solco, ma lo fa con l’autorevolezza di chi porta avanti una lunga tradizione familiare.
Una storia che parte dal 1937
La Gelateria Lucchese nasce nel 1937, nel cuore di Palermo, a pochi passi da piazza San Domenico. Da allora, è diventata un punto fermo della vita cittadina, attraversando decenni di cambiamenti senza mai rinunciare alla propria identità.
Mimmo Lucchese rappresenta la terza generazione di una famiglia che ha fatto del gelato artigianale una vera e propria missione. Un percorso fatto di apprendistato, sperimentazione e rispetto assoluto per la qualità.
La sua vittoria non è un exploit improvviso, ma il risultato di un lavoro paziente, costruito giorno dopo giorno, laboratorio dopo laboratorio.
