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Sicilia//Grecia//Magna Grecia. E dunque, quello che cercavo sono (Odisseo Elitis) è il titolo della mostra allestita nel Museo archeologico regionale Antonino Salinas di Palermo.

L’esposizione sarà visitabile dal 20 dicembre al 31 marzo 2024 (dal martedì al sabato dalle 9 alle 18, domenica e festivi 9-13,30).

L’esposizione, finanziata dal ministero della Cultura con fondi europei del Pon Cultura e sviluppo (Fesr 2014-2020), fa parte di un programma di interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana per i quali l’assessorato dei Beni culturali ha sottoscritto un accordo con il Comune di Palermo.

Filo conduttore della mostra è “Il viaggio”, come racconta lo stesso logo. Una barca che solca le onde del mare, quelle “strade liquide” capaci di creare una fitta rete di relazioni sociali, culturali ed economiche fra Grecia, Sicilia e Magna Grecia, aree nelle quali si sviluppò il grande fenomeno della grecità occidentale che sta a fondamento della cultura europea.

Un “dialogo” fra i capolavori del Museo Salinas, dai sarcofagi della Cannita alle metope dei Templi di Selinunte, e quelli dell’arte greca, come il rilievo dell’Atena pensosa proveniente dal Museo nazionale dell’Acropoli di Atene, e dell’arte magno-greca, come il monumentale cratere apulo del pittore di Licurgo, in prestito dal Museo nazionale di Ruvo di Puglia.

Tanti gli altri preziosi reperti provenienti dai numerosi musei prestatori siciliani, che in questa occasione hanno fatto rete intorno al museo palermitano, in una narrazione corale da oriente a occidente in Sicilia.

La mostra sarà accompagnata da narrazioni digitali di differente tecnologia, dall’esperienza immersiva in realtà virtuale a brochure interattive e corredate di video storie animate e podcast, realizzate dalle aziende del gruppo Vodafone Italia.

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