Oggi, sabato 28 marzo, centinaia di cittadini si sono riuniti al Parco Uditore di Palermo per opporsi alla possibile chiusura dello spazio verde urbano. In poche ore, una petizione online ha superato le 1.400 firme, segnalando una mobilitazione immediata e diffusa. Il parco rappresenta uno dei pochi polmoni verdi della zona, in un contesto urbano dominato dal cemento.
Il presidio ha coinvolto famiglie, bambini, scuole, associazioni, gruppi sportivi e scout. Una partecipazione trasversale, senza appartenenze politiche, nata per chiedere interventi concreti e continuità nella gestione.
Un parco urbano nato dal basso
Il Parco Uditore è uno spazio pubblico ad accesso gratuito, nato da un percorso di rigenerazione urbana avviato nel 2010 da cittadini e associazioni. L’area, rimasta per anni in stato di abbandono, è stata restituita alla città attraverso un’iniziativa partecipata.
Nel 2012 il parco è stato riaperto al pubblico grazie all’Associazione Parco Uditore. Due anni dopo, nel 2014, la gestione è passata alla Cooperativa sociale Parco Uditore, con l’obiettivo di strutturare e rendere sostenibile il progetto.
Dal 2012 al 2017 la gestione è avvenuta tramite un protocollo interistituzionale. Dal 2017 è attiva una convenzione con la Regione Siciliana, attraverso il Corpo forestale, che prevede l’utilizzo di alcune strutture interne al parco.

Strutture mai consegnate e gestione in difficoltà
Le strutture previste dalla convenzione avrebbero dovuto ospitare:
- una ludoteca
- una fattoria didattica
- uno spazio per eventi e mostre
- un caffè letterario
A distanza di nove anni dalla firma, questi spazi non sono ancora stati consegnati. Questo ha impedito alla cooperativa di sviluppare attività in grado di sostenere economicamente la gestione.
Nonostante queste criticità, il parco continua a essere mantenuto da dieci persone: sette dipendenti e tre volontari.
Stato attuale del Parco Uditore
| Elemento | Situazione |
|---|---|
| Apertura al pubblico | Garantita |
| Strutture previste | Non consegnate |
| Personale | 10 operatori |
| Gestione | Cooperativa sociale |
| Finanziamenti pubblici | Assenti |
| Petizione | Oltre 1400 firme in 3 ore |
Le richieste alle istituzioni
La mobilitazione ha un obiettivo preciso: ottenere risposte dalla Regione Siciliana e riattivare il sostegno economico.
“Dopo mesi di silenzio chiediamo un tavolo tecnico per portare avanti il Parco Urbano. Non riusciamo a portare avanti il progetto, chiediamo tempi certi per la riqualifica e un sostegno per la gestione, per i dipendenti” dichiara Piero D’Angelo, presidente della cooperativa.
La richiesta riguarda anche il reintegro dei contributi ricevuti negli anni precedenti, considerati necessari per garantire la sostenibilità del progetto.
Il sostegno di Legacoop e il presidio permanente
A supporto della mobilitazione è intervenuta Legacoop Sicilia, che ha annunciato un presidio continuo a difesa del parco.
“Siamo qui per difendere il Parco, e i tanti ragazzi e ragazze del quartiere che si sono uniti in cooperativa per rendere vivo questo spazio che era stato dimenticato – dice Filippo Parrino, presidente di LegaCoop Sicilia che annuncia un presidio stabile, notte e giorno, a difesa del Parco – Vi chiediamo di riconoscere la bellezza nata senza fondi pubblici”.
Un modello di gestione riconosciuto dalla comunità
Il Parco Uditore non è solo uno spazio fisico. È diventato negli anni un punto di riferimento sociale e culturale.
Sui social, dopo le prime notizie sulla possibile chiusura, si è registrata una forte reazione della comunità. Il parco è percepito come un modello alternativo di gestione, basato sulla partecipazione.
Qui trovano spazio attività per bambini, anche provenienti da case famiglia, e iniziative sportive aperte a tutti.
Il ruolo dello sport e la visibilità internazionale
Dal Parco Uditore è partita undici anni fa ParkRun Italia. Ogni sabato alle 9 si svolge una corsa di 4 chilometri aperta a chiunque.
“Arrivano da tutto il mondo per partecipare a ParkRun Uditore – dice Giorgio Cambiano, country manager di ParkRun -, e adesso chiedono come aiutare e sostenere. Parco Uditore è talmente noto che esiste anche un modello brandizzato di calzettoni da running e Monopoly lo ha inserito nel gioco dedicato a ParkRun”.
Questo elemento rafforza il valore del parco anche fuori dal contesto locale.
Un caso unico in Italia
Il Parco Uditore rappresenta il primo esempio di parco urbano pubblico gratuito gestito senza fondi pubblici. Un’esperienza costruita interamente su partecipazione e solidarietà.
La possibile chiusura metterebbe fine a un modello che negli anni ha dimostrato continuità e capacità organizzativa.
