pescaIl pesco viene coltivato nel territorio di Leonforte da parecchi secoli.
Ormai gli incroci naturali tra le antiche cultivar locali hanno partorito delle particolarissime piante che regalano ai siciliani delle pesche tardive. Son tardive perchè maturano a settembre, ottobre e (non di rado) anche a novembre. Praticamente, quando in tutta Italia le pesche devono essere importate dai mercati esteri, la Sicilia offre ai suoi figli un prodotto confezionato nel suo ventre. “Grazie, Madre!”.

I produttori agricoli di Leonforte attuano da sempre una peschicoltura diversa, che vede come unico obbiettivo quello di offrire al mercato una pesca pulita e con spiccate caratteristiche di genuinità.

 

I nostri peschicoltori sono gente responsabile.
I leonfortesi, infatti, per difendere la produzione e inibire l’ovodeposizione della mosca della frutta, ricorrono all’insacchettamento dei frutti. Ciò che avviene è che essi incartino una ad una le pesche 120 o 150 giorni prima che maturino. Questa semplicissima accortezza protegge la frutta da tutti gli agenti esterni che potrebbero rovinare la produzione.

Inutile ribadire che non vengono utilizzati trattamenti chimici. Soluzioni sicuramente più economiche ma che ci stanno piano piano ammazzando. Per inseguire il soldo, infatti, continuiamo ad inquinare acque, terra ed aria. Alla fine non ci resterà nulla. Apriamo gli occhi, amici.

 

In tutti i casi, oltre al punto di vista salutare, la tecnica dell'insaccamento sembra influenzare le caratteristiche organolettiche della pesca tardiva siciliana. Essa emana un profumo incredibile. Stesso aggettivo userei per definirne gusto e consistenza della polpa. Non per nulla la settembrina di Leonforte è uno dei Presìdi di Slow Food: un vero gioiellino della agricoltura mondiale.

Proviamo a descrivere come nasce una pesca tardiva

Intorno al mese di marzo le piante sono ancora spoglie.
Si approfitta di questo periodo per potarle. In concomitanza vi è una leggera ripresa vegetativa.
Di lì a poco iniziano a formarsi le prime geme fiorali che si apriranno in spettacolari fiori rosa: uno scenario romantico e stupefacente.

 

Attorno al mese di maggio avviene il diradamento dei frutti per far in modo che le pesche possano raggiungere una maggiore pezzatura. Solitamente se ne lasciano solo 2-3 per ramo.

 

A questo punto sussegue l'insaccamento: ogni singola pesca viene “ 'ncuppata ” in un sacchetto di carta pergamenata semitrasparente che faccia passare la luce, ma che allo stesso tempo protegga il frutto da parassiti, animali e agenti atmosferici, etc.

Dentro il sacchetto il frutto matura meglio e mantiene al suo interno l’aroma e il profumo unico che contraddistingue questo prodigio della natura.

 

E’ un lavoro certosino, molto oneroso, lento e impegnativo. Ma ne vale la pena. Compriamo prodotti siciliani!

ps. Se siete dei produttori mettetevi in contatto con la nostra redazione. Proveremo ad organizzare un ponte diretto tra voi e dei possibili consumatori. Non siate timidi. Non vogliamo soldi, né altro. Una mano lava l'altra e fa quello che può. Fanciuffo i soldi!

 

Autore | Viola Dante;