Il sodalizio tra Placido Domingo e i ragazzi de Il Volo è stato consacrato lo scorso venerdì, quando il tenore ha diretto i tre enfant prodige. Sia il genere musicale che il numero dei componenti,non può che richiamare al trio delle meraviglie dei tre tenori formato da Domingo, Pavarotti e Carreras, che prese forma in una sera di 25 anni fa, durante i Mondiali del 1990 in Italia. Placido Domingo, però, ha fatto le necessarie distinzioni.

Ogni artista viene creato dal pubblico. È il pubblico che sceglie. Loro sono simpatici, hanno belle voci. Ma non sono cantanti d’opera, anche se nel loro repertorio di musical e canzoni hanno aggiunto delle arie. Potevano fare una carriera pop, diversa, invece hanno deciso di ispirarsi a noi tre, avevamo già oltre 25 anni di carriera ciascuno quando ci siamo esibiti in trio. La nostra esperienza insieme è stata unica. Ma questi tre ragazzi non sono nati in una notte, lavorano già da qualche anno. E l’opera è un mondo importante ma piccolo, tutto ciò che può allargarne i confini ben venga. Andrebbe aumentata l’educazione musicale nelle scuole.

Il Volo, da par suo, ha dedicato tutta la serata ai Tre Tenori, che per anni hanno saputo rendere popolare la lirica tramite la grande personalità dei tre personaggi. Il ricordo di Domingo di quanto ha ascoltato per la prima volta i ragazzi de Il Volo è anche un bel ricordo di Pavarotti: "Li ho scoperti attraverso i miei nipoti. Arrivo a casa, sento ''O Sole Mio' e dico: ma questi non siamo io e Luciano…".