Il dramma di Rita Bonaccorso va avanti. L'ex moglie di Totò Schillaci è stata nuovamente ospite di Barbara D'Urso. "Non ho paura di niente, voglio solo la verità. Faccio un appello a Orlando, a Crocetta e a Renzi: nessuno mi ha aiutata, dove sono le istituzioni?", dice la Bonaccorso.

Lo scorso gennaio la Cassazione ha stabilito che l'ex moglie di Schillaci deve risarcire i creditori per un episodio che risale 1992 e la casa, valutata circa 2,5 milioni di euro, serve a ripagare il debito. Ed è così che Rita racconta a Barbara la vicenda che le ha rovinato la vita. Nel lontano '92 la donna accettò di fare da sponsor al negozio di gioielli di una sua amica, ed è da lì che è nato tutto.

Il racconto è reso ancora più toccante dalle lacrime: "Siamo andati a una fiera orafa e lei mi ha presentato a uno stand come la sua socia. Io non lo ero affatto, ma per educazione non ho detto nulla e tutto è finito lì". La gioiellieria subì poi una rapina e "la donna viene dichiarata fallita nel 1994. Dopo due anni il tribunale di Torino mi estende il fallimento come socia apparente. Dopo 4 anni vengo assolta dal fallimento, ma nel frattempo mi vengono sequestrati tutti i conti. Io, però, ero del tutto estranea: non ero iscritta alla Camera di commercio, ero una casalinga, non sono mai stata socia della gioielleria. Sono una donna indifesa, che cosa ho fatto di male nella vita per meritarmi tutto questo? Io non lo capisco".

Poi la conclusione: "Io dalla tenda non mi muovo, sono abituata e non mi importa nulla. Voglio stare lì perché ho bisogno della mia casa (che al momento non è stata ancora venduta, ndr), dei miei oggetti e dei miei ricordi".