MIRTILLOSecondo un nuovo studio dell’Universita’ del Maine,  mangiare l’equivalente di due tazze di mirtilli selvatici (Vaccinium angustifolium) al giorno per due mesi puo’ ridurre l’infiammazione cronica, migliorare il metabolismo del grasso e abbassare il colesterolo LDL e i trigliceridi. Una dieta ricca di questi frutti riesce a normalizzare l’espressione genica dei marker infiammatori e di quelli correlati al metabolismo dei lipidi e delle lipoproteine. I risultati, basati sui dati raccolti su esperimenti effettuati su topi obesi, hanno implicazioni promettenti per le persone che vogliono ridurre l’infiammazione e, allo stesso tempo, ridurre il rischio di malattia coronarica e diabete di tipo 2. “Essere in grado di migliorare la salute mangiando mirtilli ricchi di antiossidanti e agenti anti-infiammatori che prevengono le malattie degenerative, piuttosto che fare affidamento su prodotti farmaceutici, e’ un grande vantaggio” ha spiegato Dorothy Klimis-Zacas, autrice dell’indagine pubblicata sul British Journal of Nutrition.

Caterina Lenti