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Un esperto di informatica, utilizzando alcuni siti dell’ateneo di Catania, aveva hackerato diversi portali di società catanesi. Sono durate un mese le indagini della polizia postale che hanno portato alla denuncia di un giovane di 28 anni residente a Catania con l’accusa di accesso abusivo e danneggiamento a sistema informatico. Nei portali sotto attacco era comparsa una scritta rossa sullo sfondo nero che recitava "Stop killing people in Syria".

L’indagine è stata avviata dopo la denuncia di una società catanese produttrice di software che aveva subito un attacco informatico al server che gestisce i suoi dati. Il giovane hacker, con precedenti specifici, sfruttando alcune vulnerabilità dei sistemi si era reso responsabile anche di attacchi informatici nei confronti di altre imprese. E per mascherare la sua identità l’indagato aveva sfruttato anche connessioni dell’università di Catania.

La procura distrettuale ha disposto la perquisizione domiciliare e informatica nei confronti del giovane hacker. Gli agenti hanno perquisito l’abitazione e sequestrato tutti i dispositivi utilizzati. L’indagato ha ammesso di avere compiuto gli attacchi solo per scopi dimostrativi e per metterne alla prova la sicurezza.