01Un’operazione massiccia quella che ha portato i Carabinieri a sgominare la Napoli Group: un team di falsari distribuiti tra napoletano e casertano, che hanno fatto allarmare persino la Banca Centrale Europea.

Banconote a fiumi sono entrate in circolazione nel biennio 2013-2014, su tutto il territorio europeo ed extraeuropeo; succede sempre direte voi, quello che non si sapeva però, è che alcune di queste non erano state emesse dalla Banca Centrale Europea bensì da un gruppo di truffatori che i Carabinieri di Napoli e Caserta hanno arrestato giusto ieri.

Due anni di ricerche sono servite agli inquirenti di Napoli e Santa Maria Capua Vetere, per smantellare un équipe composta da ben undici gruppi, tutti ben equipaggiati ed organizzati. I Carabinieri del Nucleo falsificazioni non hanno infatti solo scoperto una stamperia, sita ad Arzano, in provincia di Napoli, ma pure una zecca, presente a Gallicano, in provincia di Roma.

Lavori fatti come si deve insomma, che sono andati ad inondare il mercato mondiale, dato che, secondo le stime, il 90% delle banconote circolanti oggi, sono quelle false emesse dal Napoli Group. E non si tratta solo di cartamoneta, bensì anche di spiccioli. I criminali erano infatti organizzati secondo nuclei operativi prestabiliti, per cui ognuno di essi aveva un compito ben preciso da eseguire: si va dallo stoccaggio al trasporto della merce, fino al vero e proprio smercio dei prodotti falsificati.

Due anni di intercettazioni telefoniche che hanno portato a quasi una sessantina di arresti. Telefonate in cui i truffatori hanno utilizzato le parole più colorite e le espressioni più particolari per cercare di sfuggire alla conferma di ciò che gli inquirenti stavano già sospettando: che in alcuni capannoni di Napoli e Caserta ci fosse un giro di banconote false.

Non solo soldi: i criminali sono si sono infatti limitati a contraffare monete ed euro in carta ma anche Gratta e Vinci, e marche da bollo; un giro d’affari che, considerando solo la cartamoneta, ha portato al sequestro di ben 1 milione di euro di contante illegale, ovvero 5.500 banconote che giravano indisturbate per i mercati di Spagna, Germania, Albania e Senegal, tanto per citarne alcuni.

Nel blitz delle Forze dell’Ordine è finita anche la mamma della piccola Fortuna, Domenica Guardato. Poco più di un mese fa la donna, di 27 anni, è apparsa sui giornali con la foto di sua figlia di 6. La bambina fu ritrovata morta a Caivano, in provincia di Napoli, dopo essere caduta dal balcone di un palazzo: «voglio giustizia, e se non me la danno me la faccio da me.» aveva dichiarato la madre ai microfoni dei giornalisti. Ironia beffarda, ora quella giustizia è arrivata per lei e l’ha portata in carcere.

La Guardato pare abbia acquistato ingenti volumi di banconote contraffatte dal suo vicino di casa, Giuseppe Manzo; il suo compito era quello di occuparsi della rivendita delle stesse, sarebbero stati poi i suoi contatti a farle circolare nei supermercati ed esercizi commerciali della zona. Nel pomeriggio di ieri, la donna è stata costretta a lasciare il Parco Verde di Caivano, il rione costruito dopo il sisma del 1980, per lei è stato notificato il divieto di dimora.

Autore | Enrica Bartalotta