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Si chiama servosterzo ed è il migliore amico dell’automobilista

Per tantissimo tempo il volante era soltanto un perno dalla forma circolare, montato all’interno dell’auto. Attraverso il volante l’automobilista controllava il movimento direzionale del veicolo, per far girare la macchina a sinistra o a destra. A parole sembra esattamente quello che facciamo oggi. Ma in realtà è stato proprio il servosterzo a cambiare il destino dell’automobile. Senza questo impianto, guidare non era affatto un compito agevole. L’intero impianto dello sterzo era soltanto meccanico: le ruote opponevano una notevole resistenza al comando del guidatore, amplificato anche dall’attrito con la superficie della strada. Manovrare la macchina era un complicato e diventava spesso un vero calvario soprattutto quando si doveva ripartire con la macchina da fermo. L’idea di costruire un sistema di leve per alleggerire la manovra di guida risale ai primi anni del secolo scorso, anche se il primo brevetto per un servosterzo risale addirittura al 1876. I primi sistemi di servosterzo vennero pensati negli anni ’20 quando iniziarono gli esperimenti per rendere un po’ più semplice lo sterzo per i camionisti.  L’inventore di quel meccanismo è Francis W. Davis, un ingegnere che aveva studiato i meccanismi della nautica. I suoi brevetti vennero sviluppati a cavallo della seconda guerra mondiale. I primi mezzi a montare questo sistema che rende più agevole la guida vennero montati su mezzi corazzati dell’esercito britannico. Il successo di questo ingranaggio risale agli anni cinquanta. Oggi non potremmo più farne a meno.

Foto del gruppo servosterzo dell’auto tratta da auto-doc.it

La guida senza servosterzo è complicata e pericolosa. Per capire come funziona, basta ricordare che il servosterzo è semplicemente un sistema di assistenza. Il meccanismo viene azionato da una pompa – idraulica o elettrica – che aiuta il conducente a girare le ruote del veicolo con maggiore facilità, riducendo la forza necessaria per lo sterzo.  Il servosterzo è importante soprattutto in caso di guida in città o in condizioni di traffico intenso, dove è necessario girare spesso lo sterzo. Inoltre, il servosterzo rende più facile le manovre di parcheggio e negli spazi ristretti.  Il servosterzo è anche una caratteristica di sicurezza importante, poiché rende più facile il controllo del veicolo in situazioni di emergenza, come ad esempio durante una brusca frenata o in caso di perdita di aderenza delle ruote.

Il servosterzo può essere idraulico o elettrico. Quello elettrico è un dispositivo che utilizza un motorino elettrico collegato al piantone dello sterzo, gestito da una centralina. Così viene assistita l’azione sterzante sulla base delle informazioni provenienti da un sensore. Questo sistema garantisce una maggiore precisione di guida: la risposta dello sterzo dipende dalla velocità della vettura, più questa aumenta, minore è l’assistenza del servosterzo.

Il servosterzo idraulico, invece, è composto da un serbatoio dell’olio, una pompa a ingranaggi che lavora a circa 70 bar ed è azionata dal motore. E’ un complicato sistema di leve che distribuiscono la pressione sullo sterzo. Il servosterzo idraulico offre maggior feeling di guida rispetto a quello elettrico. Di negativo c’è il fatto che il dispositivo pesa parecchio ed ha un costante assorbimento di energia, visto che la pompa è sempre in funzione.

Come tutti i meccanismi delle nostre vetture, anche il servosterzo ha bisogno di attenzioni. Che si tratti di servosterzo idraulico o meccanico, non è possibile andare avanti con guasti o malfunzionamenti di altre parti meccaniche. La conseguenza è uno sterzo che non risponde accuratamente ai comandi. In conclusione, dunque, il servosterzo assolve a delle funzioni indispensabili per i veicoli moderni, sia per la comodità, sia per la sicurezza. Tuttavia, è importante assicurarsi che il sistema sia regolarmente manutenuto e che sia utilizzato in modo corretto, in modo da garantire una guida sicura e confortevole.

massimilianoadelfio