03Museo Salinas le #storiedituttinoi

Fanpage http://goo.gl/PnEgmx Museo Salinas di Palermo

Una decina di millenni fa, in antri bui e con attrezzi rudimentali, anonimi “artisti” incidevano o dipingevano le pareti rocciose delle loro abitazioni, rappresentando scene di vita quotidiana. 
Si parla di una vera e propria forma d’arte, arte rupestre o parietale, di cui in Sicilia si hanno numerose testimonianze, la maggior parte concentrate nel palermitano.

Il calco di una di queste opere d’arte è conservato al Museo Salinas : riproduce una parete della Grotta Niscemi (Monte Pellegrino, Palermo) su cui sono state incise tre figure di bovidi, di cui una a metà, e due di equidi.
Lo stile dei graffiti è piuttosto evoluto: zampe, corna e orecchie sono rappresentate nelle giuste proporzioni anatomiche e gli animali rendono bene il loro movimento. Il tratto è deciso, non vi sono linee spezzate, sembrerebbe che la mano che li ha eseguiti sia stata una mano esperta nel disegnare.

I bovini hanno il corpo massiccio, le zampe corte e una gibbosità sulla schiena; somigliano a dei bisonti di cui però si esclude la presenza in Sicilia, piuttosto sono da riferirsi al Bos primigenius.
Le figure equine sono slanciate, hanno una breve criniera a spazzola, le zampe esili protese in avanti nell’atto della corsa; rappresentano con molta probabilità l’Equus hidruntinus. Di entrambe queste specie animali, oggi estinte, sono stati ritrovati dei resti nel deposito archeologico, insieme a resti di cervi, molluschi terrestri e marini e industria litica propria del Paleolitico superiore.

Le rappresentazioni di animali nell’arte paleolitica sono più numerose rispetto alle figure umane, probabilmente per un significato simbolico e propiziatorio; gli animali infatti costituivano un’importante fonte di sussistenza per l’uomo: la carne di cui cibarsi, le pelli per ricoprirsi, le ossa per fabbricare utensili.

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