Si tinge di giallo la vicenda delle due sorelle Pina e Gianna Mammino, trovate morte in casa, a San Giovanni La Punta (CT). Nella notte fra giovedì 2 e venerdì 3 febbraio, infatti, i ladri si sono introdotti all'interno dell'abitazione, al momento sotto sequestro. Lo scorso 24 gennaio le due donne sono state trovate prive di vita nell'abitazione. A lanciare l'allarme sono stati i vicini di casa e, sfondata la porta d'ingresso, le sorelle – di 73 e 80 anni – sono state trovate a pochi metri l'una dall'altra. Il magistrato ha deciso di non effettuare l'autopsia sui corsi, poiché non c'era segno di violenza e le serrature erano chiuse.

A sollevare più di un dubbio è stato Giuseppe Mammino, cugino di secondo grado delle due: «E’ una morte molto strana – ha spiegato a La Sicilia – i primi giorni di gennaio Pina aveva chiesto aiuto a dei passanti per strada per rialzare la sorella che era caduta dal letto. Chi sono queste persone che sono entrate in casa? Le invito a presentarsi dalle autorità per capire cosa sia accaduto. Inoltre Gianna aveva il telefono fisso vicino al comodino, mentre Pina aveva sempre con sé il cellulare. Se si tratta veramente di malore, perché non hanno chiamato qualcuno? Inoltre sono sicuro che in casa ci fossero tre mazzi di chiavi. Voglio sapere se sono stati ritrovati. Potrebbe essere che qualcuno se ne sia portato uno e abbia chiuso dall’esterno».

«Per quanto riguarda il furto della notte scorsa – ha continuato – non possiamo quantificare cosa realmente si siano portati. Sicuramente qualche settimana fa, avevano comprato un grosso televisore. Qualche anno fa avevano venduto un terreno. Dove sono finiti questi soldi? Voglio capire realmente cosa sia successo in quella casa. Chi mi dice che questi ladri non siano entrati per offuscare qualche cosa sulla scena del delitto?».