01“PER NON DIMENTICARE

 

Oggi 8 Agosto 2015  “GIORNATA NAZIONALE DEL SACRIFICIO DEL LAVORO ITALIANO NEL MONDO”

Ricordiamo i 136 minatori italiani periti nella immane tragedia della miniera di Marcinelle (Belgio) 

L’ 8 agosto 1956, alle ore 8:15 circa, nella Miniera di carbone del “Bois du Cazier” a Marcinelle, sobborgo operaio di Charleroi in Belgio, a causa di un incidente alla profondità di 975 mt. con conseguente scoppio ed incendio che divampò furioso nelle gallerie rivestite di legno, trovarono la morte 262 minatori, 136 dei quali Italiani  provenienti dalla regione Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino e Veneto. Dieci anni prima in seguito ad un accordo tra il Governo belga e quello italiano, il cosiddetto “lavoro in cambio di carbone”, incominciò l’esodo dei minatori italiani in Belgio. L’accordo, che fu tristemente denominato “uomo-carbone”, portando nelle miniere belghe giovani braccia italiane, garantiva alla Patria, Italia, quel carbone estratto con enorme fatica, sofferenza e sacrificio dagli emigrati Italiani.

L’ accordo prevedeva che i minatori dovevano avere una età ancora giovane, 35 anni al massimo, e un buono stato di salute: a loro veniva offerto un contratto di 12 mesi, una pala, un piccone, un elmetto, una lampada, e quindi giù nelle viscere della miniera, verso l’oscurità, dove si sarebbero ritrovati spesso soli nel cuore della terra fra le insidie di possibili frane o scoppi di grisù, il micidiale gas che è all’origine di numerosi disastri minerari, soprattutto prima dell’invenzione della lampada di sicurezza di Davy. (vedi foto in calce)

L’ impegno del Governo italiano era quello di inviare almeno 1.000 minatori a settimana nei cinque bacini carboniferi belgi. Per ogni emigrato che andava in Belgio, l’Italia avrebbe ricevuto 200 chili di carbone al giorno.

I nostri connazionali insieme ad altri uomini sfortunati di altre nazioni, perirono nel crollo della miniera segnando, nel dramma, la storia di quanti nel tempo sono stati costretti a lasciare il proprio paese, i propri cari, i propri affetti a causa delle condizioni di miseria e per la mancanza assoluta di alternative.

Quel terribile evento costrinse l’Italia a prendere coscienza delle penose ed inumane condizioni nelle quali versavano i nostri connazionali all’estero, costretti a lavorare, lontani dai propri affetti, tra mille rischi ed innumerevoli disagi, nelle viscere più profonde della terra fino anche, a volte, oltre 950 mt. di profondità (fino a 1.035 mt. come nel caso di Marcinelle).

Nel 2001, prendendo spunto da questa tragedia, fu istituita dal nostro governo, ogni 8 agosto, la “GIORNATA NAZIONALE DEL SACRIFICIO DEL LAVORO ITALIANO NEL MONDO”

Ricordiamo oggi il  “Lavoro – Sacrificio – Onestà – Coraggio”, patrimoni morali di una umanità che costruiva il futuro della propria Patria, Italia.

Rendiamo onore alle vittime di Marcinelle, morti per portare a buon prezzo il carbone nelle industrie del Nord Italia, e perchè il loro sacrificio non sia stato vano.

Ricordiamo anche quei minatori italiani periti in altri grandi disastri minerari: n° 171 minatori a Monongah, West Virginia (U.S.A.) il 5 dicembre 1907; n° 146 minatori a Dawson (Nuovo Mexico) nell’ottobre 1913; n° 59 minatori a Mattmark (Svizzera) il 30 agosto 1965, e tutti quegli Italiani che, costretti ad emigrare per vivere più dignitosamente e guadagnare onestamente un tozzo di pane, non hanno fatto più rientro nella loro patria “ITALIA” per essere stati vittime del lavoro.

Armando Caltagirone 8 agosto 2015

Album Armando Caltagirone – Anche le Poste italiane hanno voluto celebrare con un francobollo questo evento. Stampato in 3,5 milioni di esemplari è stato emesso l’8 agosto 2002. Il francobollo raffigura, su fondo bianco, una fascia con i colori della bandiera italiana che parte dall’Italia e avvolge il globo terrestre a simboleggiare il lungo cammino degli emigranti italiani nel mondo

Album Armando Caltagirone – Emissione delle “Poste Belgique” di un francobollo in foglietto per commemorare il 25° anniversario della tragedia avvenuta nella miniera di Marcinelle ” Bois Du Cazier” (Belgio) il 08-08-1956. Il francobollo raffigura un’opera di B. Genaux dal titolo < PIETA’ >; si vedono i pozzi avvolti dal fumo dell’incendio ed una donna che sorregge un minatore morto bruciato.-

 

Album Armando Caltagirone – Emissione delle “Poste Belgique” di un francobollo per commemorare il 50° anniversario della tragedia avvenuta nella miniera di Marcinelle ” Bois Du Cazier” (Belgio) il 08-08-1956. Il francobollo raffigura un’opera dell’artista italiano Calisto Peretti, figlio di minatore emigrato negli anni ’30 in Belgio. Il francobollo, che raffigura un minatore che scava il carbone in galleria, è stato emesso il 05 agosto 2006

Album Armando Caltagirone – Ingresso della Miniera di carbone del “Bois du Cazier” a Marcinelle fotografata nelle ore drammatiche di quel giorno 8 agosto 1956. (foto da internet)

Album Armando Caltagirone – Impianti esterni della Miniera di carbone del “Bois du Cazier” a Marcinelle avvolti dal fumo dell’incendio sviluppatosi all’interno della miniera, fotografati nelle ore drammatiche di quel giorno 8 agosto 1956. (foto da internet)

 

Album Armando Caltagirone – Cartolina, di una delle miniere di Marcinelle raffigurante i pozzi di estrazione del carbone, inviatami il 13-08-1956 da un minatore che prese parte ai funerali di quanti trovarono la morte in quella tragedia dell’ 8-Agosto 1956-

Album Armando Caltagirone -Foto del 1955 -Minatori della Miniera di carbone di Hensies Pommeroeul – Bernissart (Belgi0) che si preparano a scendere in miniera dopo essersi approvvigionati di lampade di sicurezza in lampisteria; col sorriso in viso sperano di ritornare alla superfice e rivedere il sole. Questi minatori, Italiani, provenivano da Piazza Armerina (EN), Abruzzo, Enna, Sardegna ed ancora Enna. Alcuni di loro lavoravano nelle miniere di Zolfo della Sicilia (Floristella e Grottacalda in provincia di Enna ) ed emigrarono in Belgio negli anni ’50 in seguito alla stipula del “ Patto del Carbone” accordo firmato a Roma il 23 giugno 1946 tra Italia-Belgio per l’estrazione del carbone nelle Miniere Belghe

Album Armando Caltagirone – Bellissima raffigurazione di minatori al lavoro in una galleria di miniera. Questo particolare è tratto da una banconota del Perù di 5.000 Soles de Oro del 1985. Non sempre la costituzione fisica del minatore era così possente e muscolosa come quì raffigurato-

Album Armando Caltagirone- Marcinelle-Belgio: Memoriale ai minatori Italiani vittime nel disastro, della Miniera Bois du Casier, dell’8 agosto 1956 che ha causato 262 morti tra cui 136 Italiani ( foto da facebook, pagina “Les Gueules Noires”)-

Album Armando Caltagirone – Lampada grisuscopica di sicurezza Davy ” tipo Z.L.630 A ”. L’impiego di questa lampada abbassò enormemente il livello di rischio di esplosione nelle miniere dovuto allo scoppio del gas grisù.-

Album Armando Caltagirone – ROMANZO: – La catastròfa – Marcinelle 8 Agosto 1956 di Paolo Di Stefano edizione Sellerio editore di Palermo. Stampato nel mese di marzo 2011. Dal sinossi del romanzo: ……E’ un romanzo verità, a mezzo secolo di distanza, che non usa altre parole se non quelle ricche di fervore delle vittime – vecchi minatori superstiti, amici, familiari, sopratutto i bambini di allora, – e quelle avare dei documenti ufficiali di raggelante insensibilità. Le loro voci portano il lettore nei cunicoli arroventati della miniera incendiata, negli anfratti dov’era ricercato disperato rifugio e su in superficie tra i pianti delle famiglie,…….Paolo Di Stefano – Un romanzo da leggere tutto d’un fiato- In copertina: Fotografia di Camille Detraux e Raymond Paquay, tratta da < Bois du Cazier. Marcinelle, le 8 aoùt 1956 >-

“MANTENERE ALTA LA GUARDIA SULLA SICUREZZA SUL LAVORO” Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione del 55° anniversario (anno 2011) della tragedia di Marcinelle, in un messaggio ha espresso i sentimenti di vicinanza ai familiari delle vittime e a tutti i partecipanti alle cerimonie che nelle città d’origine commemorano il sacrificio del lavoro degli italiani nel mondo: “Il tempo non attenua il ricordo di una sciagura che è divenuta simbolo del sacrificio e della nobiltà del lavoro italiano in Europa e nel mondo. La memoria dei duecentosessantadue lavoratori che persero la vita a Marcinelle, tra i quali centotrentasei connazionali, ci deve in particolare esortare a mantenere alta la guardia sul tema della sicurezza del lavoro, la cui attualità permane immutata nonostante gli indubbi progressi”. (Dal sito ufficiale della Presidenza della Repubblica – www.quirinale.it/ )—————— ——————IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, Giorgio Napolitano, nel 56° anniversario (anno 2012) della tragedia, tramite l’Ambasciatore d’Italia a Bruxelles, Roberto Bettarini, ha espresso la sua vicinanza a tutti coloro che hanno voluto commemorare la tragedia del Bois du Cazier: “Il ricordo della terribile vicenda di Marcinelle è ancora vivo nelle famiglie e nei compagni delle vittime. Tutta l’Italia vi scorge l’emblema dei sacrifici affrontati dai lavoratori italiani emigrati in altri Paesi, impegnati a costruire un avvenire migliore per le giovani generazioni e un’ Europa più moderna e solidale”. (Pubblicato su “la Repubblica.it” dell’8 ago. 2012)——–“IL TEMPO TRASCORSO NON ATTENUA IL RICORDO DI UNA TRAGEDIA SIMBOLO DEL SACRIFICIO DEL LAVORO ITALIANO NEL MONDO” Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione del 58° anniversario (anno 2014) della tragedia di Marcinelle, ha inviato il seguente messaggio: “Desidero esprimere, nella triste ricorrenza della terribile sciagura di Marcinelle, sentimenti di commossa e sincera partecipazione a quanti con la loro presenza oggi testimoniano imperituro affetto verso i numerosi minatori, italiani e non, che persero la vita al Bois du Cazier 58 anni fa. Il tempo trascorso non attenua il ricordo di una tragedia simbolo del sacrificio del lavoro italiano nel mondo. Essa costituisce tuttora motivo di riflessione sui pressanti temi dell’integrazione degli immigrati e della sicurezza sul luogo del lavoro, nonché forte sprone a perseguire questi obiettivi con il massimo impegno delle istituzioni italiane ed europee e di tutte le forze sociali. In memoria di quel funesto giorno di cinquantotto anni fa, rivolgo il mio pensiero di solidarietà e vicinanza ai familiari delle vittime della tragedia del Bois du Cazier e di ogni altra nella quale sono drammaticamente periti nostri connazionali (Dal sito ufficiale della Presidenza della Repubblica – www.quirinale.it/ ) < IL MINATORE > Non è un lavoratore come gli altri il minatore, egli scende nel buio più profondo quando il sole brilla, sfida i pericoli sconosciuti, avanza dove nessuno è mai andato, carpisce alla roccia un tesoro che non lo farà mai ricco. Dal libro “Montevecchio” di Iride Peis———————— <DISCESA IN MINIERA > E’ il momento del nuovo incontro con la miniera…….. il momento delle paure, dell’angoscia, dell’imprevedibile e dell’ imponderabile. E’ un momento eterno di attimi fatto di silenzio, di odori di montagna antica, di suoni sordi di lamenti. E’ il momento dell’aria che si impadronisce di tutto il corpo fino ad arrivare ai pensieri di sempre. La vita e la morte celebrate ogni giorno….nella discesa in miniera. La luce delle “candele a carburo” illuminano la speranza di un ritorno…… di Iride Peis—————< CANDELA A CARBURO > Illumina con la candela la notte eterna della miniera, la pupilla dilatata da uno sforzo sovrumano, lo sguardo vigile, l’orecchio attento, ogni fibra del corpo tesa a captare il pericolo: Tutti i sensi laggiù acquistano straordinari poteri che si uniscono per un unico scopo: tornare alla luce! Dal libro “Montevecchio” di Iride Peis ————- —< INSEGNANTE ANITA LAPORTA: Riguardare alcune tragedie, parlare di chi non c’è più, Armando, è un atto doveroso, f o r s e, per eternarne il ricordo e perpetuarlo ai posteri. Una grave e luttuosa tragedia, quella di Marcinelle (post del 08 agosto 2011 in una precedente nota)—– <INSEGNANTE VINCENZO DI GANGI: Le miniere, dei mostri con le fauci spalancate, si agitano convulsamente di vita interiore infernale, e, quando meno te lo aspetti, serrano tali fauci e ti inghiottono senza via di scampo, senza più rigurgitare quanto insieme a te, è finito nei loro avidi ventri. Il minatore sa entrandovi, come lo sa la sua famiglia che lo attende, che quello può essere l’ultimo giorno senza ritorno alla luce e ai suoi.La notte cala per sempre in quella famiglia dove tale immane sciagura si abbatte improvvisamente ma temuta da tempo. Solo le grida squarciano in un silenzio spesso i petti delle vedove di turno, che stringono al seno e piangono con gli sposi defunti i bimbi ancora lattanti. Com’è duro il pane! (post del 09 novembre 2011 in una precedente nota)—————————– <L’AUTORE DELLA NOTA ARMANDO CALTAGIRONE: Il minatore nelle viscere della terra è terribilmente solo, gli fa compagnia solo la luce della sua fedele lampada ed il coraggio….

*******************************ARMANDO CALTAGIRONE 08 agosto 2015*************************

“SANTA BARBARA” La Santa protettrice dei Minatori alla quale sono particolarmente molto devoti

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