00Il suono dell’acqua che attraversa il tempo – Chiostro minore Museo Salinas

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La fontana del Glauco che suona la bùccina, al centro del Chiostro minore del Museo, è costituita da una vasca ottagonale in marmo grigio di Billiemi e da una statua tardo-cinquecentesca che, originariamente, adornava i giardini del bastione del Palazzo Reale di Palermo. 
La statua, scolpita in marmo bianco, poggia su di una base ottagonale da cui si dipartono tre delfini che giocano intrecciando i loro corpi squamosi; sui delfini in movimento, in una posa che cerca un punto d’equilibrio, si solleva una figura maschile che suona la bùccina (conchiglia tortile), tenuta in alto con la destra.
Tradizionalmente identificata con un Tritone (creatura fantastica metà uomo e metà pesce), la statua ripropone piuttosto le fattezze di Glauco, il mitico pescatore della Beozia tramutato in dio marino grazie ad un’erba miracolosa e per questo divenuto allegoria della morte e della rinascita continua dell’universo. Questo significato simbolico è ulteriormente potenziato nella fontana dalla presenza e dal suono dell’acqua, fons vitae per eccellenza, che fuoriesce dagli zampilli: prende così vita un suggestivo intreccio di sensazioni visive e uditive che ci riportano ad altri esempi, ancora esistenti in Sicilia, di arredi da giardino all’italiana. 
La scultura è opera del toscano Battista Lorenzi (nato nel 1527 o 1528 a Settignano, morto il 7 gennaio 1594), appartenente ad una scolaro di Baccio Bandinelli. Eseguita nel 1574 su commissione del Granduca Cosimo de’ Medici, la fontana venne inviata in Sicilia come dono ad un Signore spagnolo. 
L’opera si esprime nel complesso nelle forme composte del tardo-manierismo toscano, mentre alcuni particolari, come l’intreccio virtuosistico delle code dei delfini, parlano già il linguaggio barocco.

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