Johnson & Johnson è stata nuovamente condannata a pagare un maxi risarcimento: la multinazionale statunitense dovrà versare 55 milioni di dollari a Gloria Ristesund, 62 anni, convinta che l'uso, per anni, di prodotti a base di talco l'abbia portata a sviluppare un tumore ovarico. L'azienda sta affrontando circa 1.200 cause legali in cui viene accusata di non aver avvisato adeguatamente le consumatrici sui rischi di cancro legati ai prodotti a base di talco. Nel febbraio scorso è stato concesso un altro risarcimento, da 72 milioni di dollari, alla famiglia di una donna morta a causa di un tumore.

Johnson & Johnson – in una nota diffusa online in questi giorni – ha ribadito la sicurezza dell'uso cosmetico e per l'igiene personale, sia del talco che dei prodotti a base di talco. La portavoce della società, Carol Goodrich, ha annunciato che l'azienda presenterà appello contro il verdetto. La condanna, secondo Goodrich, contraddirrebbe 30 anni di ricerca a sostegno della sicurezza del talco per uso cosmetico e per la cura del corpo. La Ristesund e i suoi legali hanno sostenuto che la donna ha usato i prodotti per decenni.

Secondo quanto dichiarato da J&J, i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) "non hanno identificato il talco come un fattore di rischio per il tumore alle ovaie", e nessuno dei grandi studi condotti finora ha rilevato un'associazione tra questo tipo di cancro e il talco. La giuria non si è detta d'accordo, votando per il risarcimento chiesto dalla Ristesund, con 9 giurati favorevoli e 3 contrari.