Totò Schillaci si racconta in una lunga intervista a “Repubblica” facendo confessioni choc, tra sesso e altri argomenti caldi. Schillaci premette che “la gente pensa che esista solo il campo. Invece per resistere nel calcio bisogna accettare altre cose. Io le ho accettate. Se vuoi essere un personaggio, devi stare al gioco“.

Tra i mille racconti, Totò parla anche delle fughe dai ritiri e di donne disponibili: “Per un calciatore il sesso è facile. Cercavo attenzioni. A Torino sono stato discriminato. Offese, sfottò, le scritte sotto casa. Andai in crisi. Convertivo la rabbia in sesso. Ho tradito molto, ma il tradimento è come una bibita gassata: toglie la sete subito, poi hai di nuovo la gola secca“.

Ma è quando gli chiedono di che cosa si sia pentito che, forse, Schillaci estrae dal cilindro i due aneddoti più curiosi. “Sbagliai a minacciare Poli dicendogli ‘ti faccio sparare’. Ma lui aveva sputato, il gesto più volgare. Chi ti vuole sparare, dai, non ti avverte“.

Ma non è tutto: “E mi pento di quella volta con Roberto Baggio. Leggevo certe cose su mia moglie Rita, ero furioso. Lui col piede muoveva il giornale: ‘non dargli importanza’, ripeteva. E muoveva il giornale. Mi alzai e gli diedi una testata“.

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