Un bellunese di 55 anni, Luca Pezzola, ha tentato di truffare i palermitani Dorotea e Fabbris Lanza di Scalea, proprietari di un appartamento in zona Ca' d'Oro a Venezia. Ma il suo tentativo è naufragato e ora, per i fatti del dicembre 2013, deve rispondere di truffa aggravata per il danno patrimoniale rilevante. L'uomo aveva conosciuto i nobili siciliani grazie a Massimo Maccatrozzo, titolare di un'agenzia immobiliare veneziana che gestiva l'immobile.

Pezzolla si è presentato ai Lanza di Scalea e aveva concordato una fornitura per un prezzo complessivo di 17mila euro per un arredamento sul Canal Grande. Alla fine avrebbe incassato più di 11 mila euro, senza mai consegnare il mobilio alla nobile coppia palermitana. L’operazione infatti prevedeva inizialmente il versamento di un maxi acconto (11 mila euro, appunto); poi, nel giro di una ventina di giorni, i mobili sarebbero arrivati a destinazione. I Lanza di Scalea hanno fatto due bonifici bancari in un istituto bellunese, uno da 7mila e uno da 4mila euro, aspettando fiduciosi l'arredamento. Invano.

Dopo qualche mese la coppia si è rivolta ai carabinieri. Concluse le indagini preliminari, all’indagato è stata contestata dal pubblico ministero anche l’aggravante per il danno patrimoniale di rilevante gravità. Gli 11mila euro appunto. Il procedimento penale è appena nella sua fase iniziale. Il pubblico ministero e il difensore d’ufficio hanno prodotto le rispettive liste di testimoni e il giudice ha rinviato alla prima udienza del dibattimento, che sarà celebrata il prossimo 4 dicembre.