Eccellenze sanitarie in Sicilia. Il nuovo ospedale Garibaldi-Nesima di Catania, il Civico di Palermo e l’azienda ospedaliera per l'emergenza Cannizzaro di Catania risultano le migliori strutture della Regione Siciliana nel campo dell’Oncologia. È quanto emerge da una ricerca di "doveecomemicuro.it" ripresa da "La Sicilia". L’indagine ha preso in esame sette tipi di tumore – colon, polmone, mammella, prostata, stomaco, pancreas e vescica – mettendo in fila le strutture che trattano il maggiore numero di casi e che hanno fatto registrare un grado di esperienza più alto in Sicilia. Nel dettaglio, il Garibaldi-Nesima di Catania risulta primo per il tumore al colon, stomaco e pancreas e l’ospedale Civico di Palermo per il tumore alla prostata e alla vescica. Inoltre si segnala l’Humanitas, centro catanese di Oncologia (Catania) per il tumore alla mammella.

Non ci sono però solo buone notizie. Nessuna struttura infatti è in linea con gli standard nella cura del tumore al polmone, mentre sulle altre patologie i risultati sono altalenanti. Il mancato raggiungimento dei volumi minimi invece è un aspetto legato alla qualità delle strutture e alla decisione dei pazienti di curarsi all’interno della Regione o altrove. Anche in questo caso è interessante notare come le percentuali siano notevolmente diverse a seconda dal tipo di tumore. Se per il tumore al colon il 92,5% dei siciliani decide di curarsi nel proprio territorio, nel caso del tumore al pancreas la percentuale crolla al 60%. 

Gianfranco Savoca, direttore dell’unità operativa complessa di Urologia del Civico di Palermo commenta: "Negli ultimi 5 anni abbiamo triplicato gli interventi oncologici. Non solo nei casi di prostata e vescica, ma anche al rene. Si tratta di operazioni effettuate per via laparoscopica. È una realtà ancora migliorabile. A questo però non ha corrisposto un adeguato sviluppo tecnologico. C’è necessità di nuovi laser e strumenti di laparoscopia e poi manca il robot Da Vinci che consentirebbe di trattare ancora più patologie. E poi il personale è anziano, non c’è ricambio. Da 11 anni non si fanno assunzioni a tempo indeterminato». La Regione ha bloccato l’acquisto del robot Da Vinci, con la motivazione che ce n’è già un altro all’ospedale Villa Sofia di Palermo, mentre in Lombardia la dotazione è di 26 robot, 7 in Toscana, 8 in Veneto.

Soddisfatto anche Roberto Bordonaro, direttore dell’unità operativa complessa del Garibaldi di Catania: "Stiamo attrezzando all’interno della mia unità operativa un laboratorio di biologia molecolare per la diagnostica oncologica. Saremo l’unica oncologia medica sotto Napoli ad avere questo. Il ritardo nell’approvazione della rete ospedaliera ha di fatto bloccato i concorsi. Lavoriamo con piante organiche obsolete con carenze di organico di medici e infermieri, per noi fondamentali in ambito oncologico. Sono le figure con cui i pazienti si confrontano".