Come si racconta l’archeologia ai bambini senza annoiarli? La risposta arriva da Agrigento, dove il Parco Archeologico della Valle dei Templi e il Museo archeologico Pietro Griffo propongono due weekend interamente dedicati ai più piccoli, tra laboratori creativi e visite guidate pensate per avvicinare le nuove generazioni alla storia antica.
L’iniziativa nasce da una formula ormai collaudata: unire il gioco alla scoperta, la manualità al racconto, il mito all’archeologia. Un approccio che negli anni ha dimostrato di funzionare, coinvolgendo famiglie e bambini in esperienze educative ma mai noiose.
Le date da segnare in agenda sono domenica 25 gennaio e domenica 1 febbraio, quest’ultima coincidente con la prima domenica del mese a ingresso gratuito nei luoghi della cultura. Due appuntamenti che trasformano musei e aree archeologiche in spazi vivi, accessibili e a misura di bambino.
Agrigento, nel cuore della storia di Akràgas, diventa così il palcoscenico ideale per raccontare il passato con un linguaggio semplice, diretto e coinvolgente.
Archeologia per bambini: un linguaggio che funziona
Avvicinare i più piccoli all’archeologia è una sfida complessa. Reperti, templi e musei possono sembrare distanti dal mondo dell’infanzia. Eppure, quando la narrazione passa attraverso il mito, il gioco e l’esperienza diretta, la storia prende vita.
È proprio su questo principio che si basano i laboratori organizzati tra la Valle dei Templi e il Museo Griffo. I bambini non sono semplici spettatori, ma protagonisti attivi: osservano, toccano, ricostruiscono, inventano storie. Un modo efficace per stimolare curiosità, immaginazione e rispetto per il patrimonio culturale.
Il programma è pensato per bambini tra i 6 e i 12 anni, ma riesce spesso a coinvolgere anche i genitori, che riscoprono il fascino dei luoghi attraverso gli occhi dei più piccoli.

“Gorgon-Maker!”: la Medusa che proteggeva Akràgas
Il primo appuntamento è in programma domenica 25 gennaio alle 16, al Museo archeologico Pietro Griffo, con il laboratorio dal titolo “GORGON-MAKER! – La testa di Medusa sui templi di Akràgas”.
Alcuni reperti custoditi nel museo raccontano una storia affascinante: anche nell’antica Akràgas la Gorgone, e in particolare Medusa, aveva un ruolo di protezione per templi ed edifici sacri. La sua immagine, potente e spaventosa, veniva utilizzata come simbolo apotropaico, capace di allontanare il male.
Partendo proprio da una testa di Medusa che decorava il frontone di un piccolo tempio della colonia greca, i bambini vengono accompagnati in un percorso tra le teche del museo e l’aula didattica. Qui imparano a riconoscere le diverse rappresentazioni della Gorgone, a comprenderne il significato simbolico e a scoprire come gli studiosi riescono a ricostruire le figure a partire dai reperti.
Il laboratorio si conclude con un momento creativo: ogni partecipante realizza e decora il proprio gorgoneion, l’antico amuleto raffigurante la testa di Medusa, dando forma e colore a una versione personale del celebre mito.
Un’esperienza che unisce manualità, immaginazione e conoscenza storica.
“Rompina aggiusta tutto!”: quando il museo diventa un gioco
Il secondo appuntamento è fissato per domenica 1 febbraio alle 16, sempre al Museo Griffo, con il laboratorio “ROMPINA AGGIUSTA TUTTO! – un’archeologa pasticciona tra i reperti”.
La protagonista è Rompina de’ Cocci, una giovane archeologa immaginaria che ha combinato un vero disastro tra le vetrine del museo: vasi ricomposti male, reperti fuori posto, figure confuse. Un pasticcio che solo l’aiuto dei bambini potrà risolvere.
Il laboratorio è strutturato in tre momenti ben distinti:
- un racconto iniziale in aula didattica, per entrare nella storia;
- un’osservazione guidata tra le teche del museo;
- una simulazione pratica di restauro, tra cocci, colla e colori.
I bambini imparano così, giocando, come funziona la musealizzazione e il restauro dei reperti antichi, comprendendo l’importanza della cura e della conservazione del patrimonio.
Al termine dell’attività, ciascun partecipante porta a casa un piccolo vasetto restaurato e un breve racconto inventato ispirandosi alle avventure di Rompina.
Visite guidate alla Valle dei Templi: non solo per bambini
Il programma non si limita ai laboratori. Per chi desidera approfondire la conoscenza della Valle dei Templi, sono previste anche diverse visite guidate rivolte a un pubblico più ampio.
Da venerdì a domenica, e anche nel weekend successivo, alle 10.30 e alle 11.45 tornano i percorsi sotterranei, un itinerario suggestivo che conduce alla scoperta della vita dei primi cristiani, tra arcosoli, formae e sepolture.
Nel pomeriggio, alle 15, spazio alla visita “Valle senza segreti”, un percorso che va dal Tempio di Giunone al Tempio della Concordia, permettendo di comprendere l’estensione dell’antica Akràgas e di arrivare fino alle catacombe paleocristiane.
Chi preferisce muoversi in autonomia può invece noleggiare un’audioguida e visitare la Valle con i propri tempi, seguendo un percorso approfondito e accessibile.
Mostre e centro storico: un’esperienza che continua
La visita ad Agrigento può proseguire anche fuori dall’area archeologica. Tra le tappe consigliate c’è la mostra “Insulae Aqua”, ospitata alle ex Fabbriche Chiaramontane, nel cuore del centro storico.
L’esposizione mette in dialogo le fotografie di Gianni Berengo Gardin con quelle di Filippo Romano, offrendo uno sguardo contemporaneo che si intreccia con la storia della città. La mostra è aperta tutti i giorni, escluso il lunedì, e può diventare il punto di partenza per una passeggiata culturale tra le vie del centro.
Info e prenotazioni su coopculture.it
