01Miniere Sicilia Cent.- Caltanissetta/San Cataldo ( di Silvio D’Auria)  –  Tre siti minerari dismessi sono stati sequestrati a San Cataldo, dai carabinieri del Nucleo Ecologico:  venivano utilizzati come deposito per lo stoccaggio di rifiuti tossici. Trovate tonnellate di lastre di copertura in cemento-amianto. Tre dirigenti regionali sono stati denunciati con l’accusa di “disastro ambientale colposo e discarica abusiva”, provvedimenti emessi dal Gip su richiesta della Procura nissena che da tempo ha avviato  le indagini sulle miniere poi  trasformate in discariche per rifiuti tossici.  Le indagini sono state svolte sulle miniere dismesse “Bosco”, “Palo 1″ e “Palo 2″ a  poche decine di chilometri dal capoluogo nisseno

Anche “Striscia la Notizia” si  è occupata del caso: infatti nei giorni scorsi  l’inviato del noto Tg satirico , V. Brumotti,  si è recato sul luogo  per denunciare la situazione delle miniere tossiche. Foto di ragazzi con l’inviato  sono state subito condivise in migliaia di  profili Fb. La redazione di Segrate (Mi) di “Striscia la Notizia”  ha comunicato che nei prossimi giorni manderà in onda un servizio proprio sulle discariche abusive scoperte dai carabinieri del Noe e sul collegamento fra  veleni interrati e l’incremento dei tumori nel nisseno.

Gli indagati  sono tre dirigenti regionali: Felice Crosta, ex vice commissario delegato per l’emergenza bonifiche,  Dario Ticali e Marco Lupo, soggetti attuatori del commissario delegato in materia di Bonifiche e Risanamento Ambientale. Per i magistrati c’è pericolo concreto per la salute dei cittadini  vista la presenza,  nei siti dismessi da 26 anni, di vecchi capannoni in cemento-amianto in parte  crollati e di polveri originate dallo sfaldamento del materiale e trasportate dal vento e dall’acqua.

Adesso la Regione Sicilia, dopo il provvedimento del Gip, dovrà procedere alla bonifica e alla messa in sicurezza delle aree interessate ed entro sei mesi rimuovere i resti di amianto e degli olii esausti trovati all’esterno delle miniere. Nei quattro anni successivi  i siti dovranno necessariamente  essere riconvertiti  in aree destinate a visite ed eventi a scopi turistici e socio-culturali.

Burocrazia lumaca permettendo s’intende. (Silvio D’Auria)