Che fine hanno fatto i 28 milioni di euro donati dagli italiani a favore dei terremotati di Marche, Lazio e Abruzzo? Secondo "La Stampa", sono ancora fermi nel conto aperto presso la Tesoreria Centrale dello Stato. Ecco cosa scrive il quotidiano torinese:

[…] per una logica che appare puramente burocratica, i soldi ci sono ma non si possono toccare: il «protocollo d’intesa per l’attivazione e la diffusione dei numeri solidali», firmato con le società di telefonia che raccolgono gli sms solidali, e disponibile sul sito della Protezione civile, prevede un percorso preciso che sembra non tener conto del freddo, della neve, delle esigenze del territorio, dei bisogni della popolazione, del terrore delle nuove scosse. […] prima si deve predisporre un’analisi dei danni nelle singole regioni e poi si sottopone a un comitato di garanti, che deve verificare il rispetto delle norme nell’utilizzo dei fondi.  

Alla fine, assicura, "La Stampa", i soldi dovrebbero arrivare. "Una procedura incredibilmente lenta che stride rispetto all’emergenza – spiega la deputata grillina Laura Castelli – Il paradosso è che la solidarietà resta ostaggio della burocrazia". A conti fatti, ci sono 15 milioni di euro fermi da oltre tre mesi. Ancora, "il 29 gennaio, salvo proroghe, si chiuderà la terza donazione tramite sms, che, partita il 31 dicembre, ha già fruttato oltre un milione di euro. Sono 2 euro per ogni messaggio. Servono per ricostruire case, scuole, per salvare allevamenti e colture". 

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