E' giallo sulla morte di Irene Lambusta, 30enne catanese, residente da qualche anno a Milano, caduta dall'undicesimo piano del palazzo in cui abitava da sola, nella zona dei navigli. Un volo di 30 metri che non ha lasciato scampo alla donna, che lavorava come addetta stampa. Secondo i carabinieri, al lavoro per ricostruire quanto accaduto, si sarebbe trattato di un tragico incidente.

I fatti sono avvenuti venerdì sera: la 30enne aveva invitato alcuni amici a casa sua, poi era uscita con loro ed era rientrata poco prima delle 4, accompagnata da un amico. L'amico avrebbe raccontato di averla vista aprire la porta del palazzo ed entrare. Proprio a questo punto, tutto diventa meno chiaro: c'è un buco di mezz'ora tra l'arrivo della giovane nel palazzo e la tragica morte. Secondo gli investigatori avrebbe preso l'ascensore ma, anziché digitare il numero 1, avrebbe digitato '11'.

Non si sarebbe accorta del lungo tragitto in ascensore e, una volta all'undicesimo piano, avrebbe creduto di trovarsi davanti all'ingresso di casa, al primo piano. Su ballatoio, davanti alla porta a vetri che fa da anticamera alla porta di ingreso dell'appartamento ha tentato di aprire senza riuscirci. Secondo la testimonianza di una vicina, che ha chiamato due volte la il 112, prima perché ha sentito rumore di colpi inferti a una porta e passi di tacchi, poi quando ha sentito il tonfo, avrebbe provato a scavalcare la ringhiera.

I carabinieri hanno trovato impronte delle mani della ragazza sia su una porta a vetri che sulla ringhiera. Poi è caduta, precipitando per 30 metri.