Alessandro Borghese torna in Sicilia con 4 Ristoranti. Alle pendici dell’Etna una sfida che parla di territorio, cucina a km zero e resilienza.
Alessandro Borghese sull’Etna
Alessandro Borghese torna in Sicilia con 4 Ristoranti, scegliendo come scenario le pendici dell’Etna, uno dei territori più identitari dell’Isola. Qui quattro ristoratori si sono sfidati per conquistare il titolo di Miglior ristorante di cucina a km 0, in una puntata che ha intrecciato gastronomia, paesaggio e cultura locale.
Un ritorno che assume un significato particolare, mentre la Sicilia attraversa giorni complessi segnati dal maltempo. Borghese, sui social, affida il suo pensiero a parole che richiamano il legame profondo tra cucina e territorio: “Vi porto a cena alle pendici dell’Etna. Una terra intensa e generosa, dove la cucina racconta carattere, identità e rispetto per il territorio. Qui la cucina parla chiaro. In un momento non semplice per la Sicilia, il pensiero va a chi sta affrontando queste giornate con forza e dignità. La vostra resilienza è parte di questa terra, dentro e fuori dalla cucina“.
4 Ristoranti sull’Etna: com’è andata la puntata?
La puntata di “Alessandro Borghese 4 Ristoranti”, andata in onda domenica 25 gennaio, porta il pubblico tra vigneti, borghi lavici e materie prime che raccontano l’anima dell’Etna. Il tema è la cucina a km 0, valutata attraverso i consueti criteri: Menù, Servizio, Conto, Location e Special.

Chef Borghese esplora un territorio dominato dal vulcano, che con la sua forza plasma paesaggi e tradizioni gastronomiche. Un contesto dove la cucina diventa espressione diretta del suolo, della stagionalità e del lavoro quotidiano dei ristoratori.
Un territorio fertile tra tradizione e identità
Il versante nord dell’Etna, da Milo a Randazzo, passando per Linguaglossa e Castiglione di Sicilia, è caratterizzato da un suolo vulcanico che garantisce materie prime di grande qualità. È qui che nascono prodotti simbolo come il pistacchio di Bronte, ma anche ingredienti meno noti e profondamente legati alla cultura contadina locale.
La puntata valorizza questo patrimonio gastronomico, mostrando come la cucina a km 0 non sia solo una scelta tecnica, ma una dichiarazione di identità.
Lo special e la pasta con le sparacogne
Lo Special della puntata è la pasta con le sparacogne, piatto che affonda le radici nella tradizione popolare. “Chi mangia la sparacogna campa 100 anni o anche più!”, recita una credenza locale.
Conosciuta anche come asparago pungente, la sparacogna è una pianta selvatica diffusa in alcune aree del Mediterraneo, inclusa la Sicilia. Cresce nei sottoboschi, soprattutto alle pendici dell’Etna e sui Nebrodi, e viene raccolta tra marzo e maggio. Un ingrediente che racconta stagionalità, territorio e memoria gastronomica.
I quattro ristoratori in gara
A sfidarsi sono quattro ristoratori, ciascuno con una proposta distinta ma legata al territorio.
- Carmelita, per La dispensa dell’Etna, ristorante a conduzione familiare nel centro di Castiglione di Sicilia, propone una cucina tradizionale basata su materie prime locali a km 0.
- Antonio, di Tenute di Villa Giulia – Ristorante Da Antonio, a Randazzo, lavora in un contesto immerso nei vigneti. La sua cucina nasce da una ricerca quotidiana delle materie prime e da una reinterpretazione personale della tradizione.
- Giusi, titolare di Da Rinuccio, ristorante situato a Fornazzo, propone una cucina casereccia ispirata alla tradizione, con una presentazione attenta e contemporanea.
- Salvatore, di Vitis – Vineria con cucina, nel centro storico di Randazzo, porta in tavola una cucina che mantiene un legame con il passato ma sperimenta senza rigidità.
A conquistare il titolo di Miglior ristorante di cucina a km 0 alle pendici dell’Etna è Vitis – Vineria con Cucina di Salvatore. “Hai vinto perché fai una cucina dai sapori forti con un’ottima ricerca della materia prima. Complimenti!”, è il giudizio di Alessandro Borghese.
I voti dello chef ribaltano la classifica finale: Salvatore chiude con 121 punti, seguito da Antonio e Giusi con 120 punti, mentre Carmelita totalizza 112 punti. Un risultato che premia la ricerca della materia prima e la capacità di interpretare il territorio con uno sguardo personale.
