Il quartiere di Ballarò si ritrova, 80 anni dopo, a ricordare uno dei più devastanti bombardamenti di Palermo: quello del 7 gennaio 1943. Le incursioni degli alleati cominciarono alle 16,20 e si conclusero alle 17,10. Alla fine si contarono 139 morti. Dodici erano bambine ospitate dall’orfanotrofio di Santa Chiara, uno degli obiettivi dell’attacco.

In tutto furono sganciate 18 tonnellate di bombe che devastarono il porto e il centro storico. Solo 4 mesi dopo (il 9 maggio) Palermo avrebbe conosciuto un altro micidiale attacco con centinaia di vittime.

Ora l’associazione Sos Ballarò, che da tempo organizza iniziative per la rinascita del quartiere e manifestazioni contro lo spaccio di droga, ha pensato di ricordare quei momenti coinvolgendo superstiti, testimoni e storici. Alle 16,20 risuonerà l’allarme aereo che quel giorno non venne attivato probabilmente perché i caccia alleati vennero inizialmente scambiati per una formazione aerea tedesca.

L’allarme suonerà dalla Torre della chiesa di San Nicolò, un altro punto bombardato con decine di morti sotto le macerie di un edificio che dopo la ricostruzione oggi accoglie una scuola. Qui è stato organizzato un raccoglimento interreligioso. “Si vuole fare un’operazione di memoria – dice Massimo Castiglia consigliere di quartiere e militante di Sos Ballarò – in un momento in cui il tema della guerra è tornato purtroppo di grande attualità”.

logo-img
La redazione di siciliafan.it si impegna contro la divulgazione di fake news. La veridicità delle informazioni riportate su siciliafan.it viene preventivamente verificata tramite la consultazione di altre fonti.
Questo articolo è stato verificato con:
    Chiedi la correzione di questo articoloValuta il titolo di questa notizia