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Un piccolo albero, una grande storia. Giovedì 15 gennaio, alle ore 11.30, all’ingresso di Villa Aylan, a Ragusa, verrà piantumato un alberello di carrubo. Un evento che, nella sua semplicità, racchiude un messaggio chiaro e diretto: la natura può essere alleata della memoria, dell’identità e dell’impegno contro le mafie.

L’iniziativa nasce all’interno di un progetto più ampio che, dal 2022, ha già portato alla messa a dimora di 250 alberi di carrubo nel territorio ibleo. Un percorso che non parla solo di verde urbano o tutela ambientale, ma che chiama in causa valori profondi, condivisi e ancora oggi necessari.

Il carrubo, pianta tipica della Sicilia, è scelto non a caso. È resistente, longevo, capace di crescere in condizioni difficili. Proprio come la comunità siciliana, che nel tempo ha saputo affrontare ferite profonde senza perdere la propria identità.

La piantumazione a Villa Aylan diventa così un atto simbolico e pubblico. Un segno visibile di continuità tra passato, presente e futuro. Un invito a non dimenticare, ma anche a costruire.

Il luogo scelto rafforza il messaggio. Villa Aylan, o Villa Santa Domenica come la chiamano i ragusani, è uno spazio vissuto, frequentato, parte integrante della città. Qui l’albero non sarà nascosto, ma esposto allo sguardo di tutti. Un simbolo che cresce insieme alla comunità.

Il progetto “Mettiamo le radici per il futuro”

L’iniziativa rientra nel progetto “mettiamo le radici per il futuro”, promosso dal Laboratorio Verde di Fare Ambiente Provinciale di Ragusa. Un percorso avviato nel 2022 che punta a coniugare educazione ambientale, tutela del territorio e partecipazione attiva.

Ogni anno il progetto coinvolge istituzioni e realtà diverse. Quest’anno collaborano l’Assessorato al Verde del Comune di Ragusa, il Dipartimento Regionale per lo Sviluppo Rurale – Servizio 15 Ragusa, il CSetneo e il Libero Consorzio Comunale di Ragusa. Una rete che dimostra come la cura del territorio sia un impegno condiviso.

Dal 2022 a oggi, 250 alberi di carrubo sono stati piantati nel territorio ibleo. Un numero che racconta una visione di lungo periodo. Non interventi isolati, ma un’azione costante che guarda al futuro.

La piantumazione del carrubo a Villa Aylan rappresenta la conclusione simbolica di una nuova fase del progetto. Un punto di arrivo che è anche un nuovo inizio.

Il carrubo, pianta identitaria della Sicilia

Il carrubo non è una pianta qualsiasi. È parte del paesaggio siciliano da secoli. Cresce nei territori assolati, resiste alla siccità, affonda le radici in profondità. È una pianta generosa, capace di offrire frutti anche in condizioni difficili.

Nel comunicato ufficiale si legge:
“Questa pianta generosa e resiliente, che cresce nei territori assolati della nostra Sicilia, rappresenta la forza e la capacità di resistere nonostante le difficoltà”.

Parole che non hanno bisogno di essere spiegate. Il carrubo diventa metafora di una terra che non si arrende. Il suo legno robusto e il frutto dolce raccontano una Sicilia ferita, ma viva.

Sempre dal comunicato:
“Il suo legno robusto e il frutto dolce sono testimonianza di una terra che, pur ferita da mille sofferenze, continua a fiorire”.

Un’immagine potente, che parla anche alle nuove generazioni. Il carrubo non cresce in fretta. Richiede tempo, pazienza, cura. Esattamente come il cambiamento culturale e sociale.

Un simbolo nella lotta contro le mafie

Il valore simbolico dell’iniziativa va oltre l’ambiente. Il carrubo diventa emblema della lotta alla mafia, una battaglia che non può fermarsi. Non con slogan, ma con gesti concreti e continui.

Il comunicato è chiaro:
“Oggi, come ieri, il carrubo è simbolo di vita, di speranza, di resistenza, ma anche di una battaglia che non deve mai fermarsi: quella contro le mafie”.

Piantare un albero significa scegliere di restare. Mettere radici, non scappare. Un messaggio forte in una terra che ha conosciuto l’emigrazione, la paura, il silenzio.

In questo contesto, la piantumazione assume un valore educativo. Parla ai giovani, alle famiglie, ai cittadini. Ricorda che la legalità non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana.

Villa Aylan come luogo di memoria condivisa

La scelta di Villa Aylan non è casuale. È uno spazio pubblico, frequentato, riconoscibile. Qui il carrubo diventerà parte del paesaggio urbano e della memoria collettiva.

Ogni passante potrà vederlo crescere. Ogni anno sarà un segno del tempo che passa e della responsabilità che resta. Un albero che non celebra un singolo evento, ma un impegno continuo.

La presenza del carrubo all’ingresso della villa rafforza il legame tra ambiente e cittadinanza attiva. Non un monumento statico, ma un essere vivente che richiede cura.