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Al Grand Hotel et Des Palmes una cena d’autore con Cantine Florio restituisce al Marsala il suo ruolo di grande vino gastronomico, in un dialogo tra storia, cultura e visione contemporanea della Sicilia. Mercoledì, 22 aprile, ore 20, su prenotazione.

Palermo, 20 aprile 2026 – Ci sono luoghi che non sono semplicemente spazi, ma stratificazioni di tempo, memoria e bellezza. Il Grand Hotel et Des Palmes appartiene a questa categoria rara: un luogo della cultura e dell’eleganza, crocevia di storie, linguaggi e visioni, profondamente intrecciato con la vicenda della famiglia Florio, protagonista di una stagione irripetibile della Sicilia moderna. È qui che, il 22 aprile 2026 alle ore 20.00, prende forma una cena degustazione esclusiva in collaborazione con Cantine Florio, pensata come un racconto sensoriale e culturale in cui il Marsala torna protagonista assoluto.

Nel contesto raffinato del Des Palmes Neobistrot, la proposta gastronomica porta la firma dello chef Giuseppe Sole e la serata si costruisce come un percorso unitario, senza fratture, in cui vino e cucina dialogano in modo continuo. Il Marsala non accompagna, ma attraversa ogni passaggio, diventando struttura, linguaggio, memoria e visione. L’apertura è affidata a un drink Florio, interpretazione contemporanea del Marsala, che introduce immediatamente il tema della sua versatilità, seguito da un amuse-bouche di baccalà, limone e olive nere, sintesi della luce mediterranea, della sapidità e della freschezza.

Il racconto prosegue con una capasanta scottata, asparago e crema di basilico, abbinata al Marsala Vergine Riserva 2009 – Linea Classic, vino di tensione e profondità ossidativa, capace di restituire eleganza e rigore. Il primo piatto, tortello ripieno di scampo con la sua bisque e burrata al limone, introduce una dimensione più materica, dove il vino Florio utilizzato per la creazione del Marsala diventa origine stessa del racconto, elemento generativo che anticipa e sostiene la costruzione del gusto.

Con il secondo, filetto di maialino cotto a bassa temperatura al Marsala e verdure al salto, si entra in una dimensione più calda e avvolgente, in abbinamento al Marsala Superiore Riserva Semisecco 2009 – Linea Premium, dove morbidezza, complessità aromatica e struttura dialogano con la succulenza della carne. Il finale si sviluppa come un ritorno alla luce e al tempo: una ghiaccia al timo e limone, essenziale e purificante, seguita da una mousse al cioccolato fondente e mandorle sabbiate, accompagnata dal Marsala Superiore Riserva Semisecco 2001 – Linea Exclusive, espressione matura e persistente, capace di chiudere il percorso con profondità ed eleganza.

“Da poco più di un anno una famiglia Siciliana torna ad essere proprietaria a distanza di 120 anni di uno dei luoghi iconici di Palermo, il Grand Hotel et Des Palmes – afferma il Presidente & CEO di Mangia’s, Marcello Mangia. La missione del gruppo è quella di far tornare questo Monumento dell’ospitalità ai suoi fasti del passato e in questo percorso accogliere le collaborazioni eccellenti della nostra terra. Con le Cantine Florio iniziamo un percorso di partenariato sancito da questo evento e ne siamo davvero onorati”.

“Questa esperienza nasce dalla volontà di restituire al Marsala il suo ruolo originario, quello di grande vino capace di dialogare con tutta la cucina e con i linguaggi contemporanei, sottolinea Claudia Guarino, voce di Cantine Florio. Il Des Palmes rappresenta il luogo ideale per questo racconto: uno spazio in cui la storia della famiglia Florio incontra una visione attuale dell’ospitalità e della cultura del vino. Qui il Marsala ritrova la sua dimensione più autentica, quella di una storia enologica secolare che vive nel tempo e che parla al presente”.

La serata si configura così come un incontro tra due patrimoni della Sicilia: da un lato Cantine Florio, custode di una tradizione enologica tra le più significative del Mediterraneo; dall’altro il Grand Hotel et Des Palmes, luogo simbolo della bellezza e della cultura palermitana. Un dialogo che restituisce un’immagine evoluta della Sicilia, capace di riconoscere la propria eredità e di trasformarla in linguaggio contemporaneo.

In questo racconto, il Marsala emerge nella sua complessità: dalla verticalità del Vergine alla morbidezza del Semisecco, fino alla profondità delle grandi riserve, dimostrando una straordinaria capacità di interpretare la cucina e di attraversare il tempo. Non un vino del passato, ma un vino del tempo, capace di rinnovarsi e di riaffermarsi come uno dei grandi protagonisti del panorama enologico internazionale.