Il Teatro Massimo di Palermo riporta in scena uno dei titoli più celebri e spettacolari della storia dell’opera. Dal 22 al 31 maggio 2026 torna “Aida” di Giuseppe Verdi, con un nuovo allestimento internazionale, un doppio cast di livello mondiale e una produzione che punta sulla grandiosità visiva senza rinunciare alla profondità emotiva del dramma. Sul podio ci sarà Daniele Callegari, mentre il ruolo della protagonista sarà interpretato dal soprano uruguaiano Maria José Siri, tra le interpreti più apprezzate del repertorio verdiano.
Una coproduzione internazionale per il ritorno di “Aida”
La nuova produzione nasce dalla collaborazione tra il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro Nazionale Croato di Zagabria e il Teatro Nazionale Csokonai di Debrecen, in Ungheria. Un progetto internazionale che conferma il ruolo centrale del Massimo nel panorama lirico europeo.
La direzione musicale è affidata a Daniele Callegari, interprete di riferimento del repertorio verdiano e già Direttore Principale dell’Opéra de Nice e della DeFilharmonie di Anversa. A preparare il Coro del Teatro Massimo sarà invece il Maestro Salvatore Punturo.
La regia porta la firma di Mario Pontiggia, artista argentino legato da tempo alla città di Palermo. La sua lettura dell’opera sceglie una linea tradizionale, mantenendo il fascino monumentale dell’antico Egitto ma concentrandosi progressivamente sulla dimensione psicologica dei personaggi.
Maria José Siri guida un cast internazionale
Il cast vedrà alternarsi alcuni dei nomi più noti della lirica contemporanea. Nei panni di Aida saliranno sul palco Maria José Siri e Alessandra Di Giorgio. Amneris sarà interpretata dal mezzosoprano Daniela Barcellona, affiancata da Valentina Pernozzoli.
Per il ruolo di Radamès sono stati scelti Angelo Villari e Armaz Darashvili, mentre Amonasro sarà interpretato dai baritoni Claudio Sgura e Devid Cecconi. Marco Spotti vestirà i panni di Ramfis. Completano il cast Manuel Fuentes nel ruolo del Re, Andrea Schifaudo come Messaggero e Anna Ryabenkaya come Sacerdotessa.
L’impianto scenico sarà curato da Antonella Conte per le scenografie, Ilaria Ariemme per i costumi e Andrea Ledda per le luci. Le coreografie saranno firmate da Luigia Frattaroli per il Corpo di ballo diretto da Jean-Sébastien Colau.
La visione del regista Mario Pontiggia
Il regista Mario Pontiggia ha spiegato il cuore della sua lettura dell’opera:
“Ancora una volta – dice il regista Mario Pontiggia – Verdi racconta le vicissitudini di personaggi che aspirano a un mondo migliore e che finiranno per essere schiacciati dal dovere, dalla ragion di Stato, o dalla religione: personaggi destinati al fallimento. La nostra produzione si spoglia progressivamente di elementi man mano che l’azione procede, proprio come la partitura si spoglia per diventare più intima. Non abbiamo optato per una visione politica o antropologica, anche se in “Aida” ci sono passioni, vendette, guerre e violenza, proprio come leggiamo e vediamo nelle terribili notizie di ogni giorno. Riteniamo che Verdi, nel concepire quest’opera, abbia reinventato un Egitto a modo suo, un’antichità che servisse ai suoi fini drammaturgici: partendo dalla spettacolarità, effettua uno zoom e si concentra sui suoi personaggi. Stando così le cose, e per il pubblico di oggi, “Aida” si trasforma in una saga epica, , in una parabola attuale dell’individuo contro il proprio destino, contro le fazioni del potere, contro le sue aspirazioni più nobili in nome della propria libertà”.
La storia immortale di Aida
“Aida”, opera in quattro atti con musica di Giuseppe Verdi e libretto di Antonio Ghislanzoni tratto dai versi di Camille du Locle, si basa su una trama ideata dall’egittologo francese Auguste Mariette. L’opera debuttò al Teatro dell’Opera del Cairo nel 1871 e pochi mesi dopo conquistò la Scala di Milano con un trionfo storico che vide Verdi richiamato sul palco 32 volte dagli applausi del pubblico.
La vicenda racconta la storia di Aida, figlia del re etiope Amonasro, ridotta in schiavitù in Egitto. La giovane si innamora del comandante egizio Radamès, già promesso alla principessa Amneris. Tra guerre, conflitti interiori e tradimenti involontari, il dramma conduce i protagonisti verso un finale tragico e simbolico.
Quando Amonasro viene catturato dagli egizi, convince la figlia a ottenere da Radamès informazioni militari segrete. Il condottiero, accusato di tradimento, verrà condannato a essere sepolto vivo. Aida sceglierà di condividere con lui la morte, nascondendosi nella cripta per restargli accanto fino all’ultimo istante.

Gli appuntamenti speciali e il calendario delle repliche
Martedì 19 maggio alle 18.00 la Sala ONU del Teatro Massimo ospiterà un incontro gratuito con il musicologo Emilio Sala, docente dell’Università Statale di Milano e membro del board dell’Edizione critica delle Opere di Giuseppe Verdi. L’evento è organizzato dall’Associazione Amici del Teatro Massimo.
Mercoledì 21 maggio alle 18.30 si terrà invece la prova generale aperta a favore del Lions Club. I fondi raccolti saranno destinati alla ricerca sul cancro infantile, all’affidamento di cani guida per persone ipovedenti e alla realizzazione di una sala scherma paralimpica.
Il debutto ufficiale è fissato per venerdì 22 maggio alle 20.00. Le repliche proseguiranno fino al 31 maggio con spettacoli pomeridiani e serali dedicati anche ai turni scuola e abbonati.
