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Il 5 e 6 giugno l’appuntamento dedicato al progetto Feudo Stagnone. Tra la candidatura a riserva della biosfera Unesco, la cultura del paesaggio e una viticoltura che nasce dal mare, il vino diventa espressione di un ecosistema straordinario fatto di luce, sale, vento e biodiversità.

MARSALA (TP), 27 maggio 2026 – Esplorare lo Stagnone di Marsala non più solo come icona paesaggistica, ma come un distretto vitivinicolo d’eccellenza capace di definire standard qualitativi e narrativi contemporanei. È questa la missione di “Trame di Vino”, l’iniziativa promossa da Feudo Stagnone e dal suo dal Presidente Giuseppe Saladino, in programma venerdì 5 e sabato 6 giugno 2026. L’appuntamento coincide in un momento particolarmente significativo per questo areale della Sicilia occidentale, attualmente al centro della candidatura a Riserva della Biosfera MaB UNESCO, e si propone di raccontare la terra come un vero e proprio “enzima” in grado di innescare dinamiche innovative tra produzione d’eccellenza ed accoglienza autentica.

Questo lembo di costa rappresenta un unicum nel panorama mediterraneo: un habitat dove l’archeologia fenicia di Mozia dialoga con l’architettura delle saline e dei mulini a vento. In tale contesto, la viticoltura non è solo attività agricola, ma una forma di custodia del paesaggio. La “Via del Sale”, caratterizzata da una luce di eccezionale intensità, modella una produzione di frontiera dove i filari respirano la nebbia salina della laguna. È una cultura millenaria di scambi e contaminazioni che rende l’area lilibetana una delle zone a più alta vocazione d’Europa, in grado di generare vini che sono espressione liquida di sole, calcare e respiri salmastri.

Gli ettari di Feudo Stagnone si estendono tra Marsala e Trapani, all’interno di uno dei paesaggi più suggestivi del Mediterraneo. I suoli sabbiosi, ricchi di sali minerali e di sedimenti marini, contribuiscono a definire vini dalla forte impronta territoriale. Le brezze costanti mitigano le temperature durante tutto l’anno, favorendo maturazioni lente e preservando l’integrità aromatica e freschezza. È una viticoltura che vive di luce, vento e mare, dove ogni elemento naturale partecipa alla costruzione dell’identità del vino.

Tra le figure chiave di questo percorso di valorizzazione Giuseppe Figlioli, Direttore Tecnico di Feudo Stagnone e Presidente di Assoenologi, da anni impegnato nella costruzione di una nuova narrazione produttiva legata al territorio dello Stagnone. “Trame di Vino rappresenta una tappa importante di un percorso che mette finalmente al centro il valore autentico di questo territorio – sottolinea Figlioli –. Lo Stagnone non è soltanto un paesaggio straordinario: è un ecosistema produttivo capace di generare vini con una riconoscibilità precisa, contemporanea, profondamente mediterranea. Il vino deve diventare il principale interprete della laguna, della sua biodiversità e della sua cultura. È da qui che può nascere anche un nuovo modello di enoturismo, fondato sull’esperienza, sull’identità e sulla qualità dell’accoglienza”.

L’evento alternerà più momenti di riflessione presso le storiche Saline Ettore e Infersa, dedicati ai modelli di consumo odierni e alla sinergia con il canale Ho.Re.Ca., a esperienze dirette tra i filari. Il contatto con la terra culminerà in una masterclass condotta dal giornalista enogastronomico Andrea Amadei, volta a svelare le potenzialità evolutive dei vini prodotti in questo perimetro, mettendo in luce come la connessione tra i venti marini e i suoli bianchi generi un’impronta stilistica inconfondibile. Un viaggio immersivo dedicato ai grandi vitigni autoctoni siciliani – dal Grillo al Lucido, dal Nerello Mascalese al Perricone – in un racconto che vede Feudo Stagnone esprimere una precisa visione produttiva: mettere al centro la ricchezza e la pluralità delle espressioni viticole del territorio.

Una filosofia che guarda anche ai mercati e alla sensibilità dei consumatori. “Cresce la richiesta di vini autentici, riconoscibili e in grado di raccontare al meglio l’anima di un luogo – afferma Salvatore Marino, Direttore Commerciale di Feudo Stagnone –. Il nostro obiettivo, in tal senso, è quello di costruire una proposta capace di valorizzare la straordinaria biodiversità viticola della Sicilia occidentale, portando nel panorama nazionale ed estero prodotti contemporanei e di grande personalità”.

L’appuntamento sancisce definitivamente il nuovo corso di Feudo Stagnone: un impegno che supera la dimensione aziendale per farsi guida di un processo di rigenerazione territoriale. “Trame di Vino” si pone dunque come una tappa fondamentale di un progetto a lungo termine, mirato a consolidare lo Stagnone come meta internazionale per una viticoltura consapevole, tecnicamente ineccepibile e profondamente legata alla tutela della biodiversità.