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Per una settimana la Sicilia diventerà uno dei punti di riferimento internazionali delle arti performative contemporanee. Dal 12 al 19 luglio Zafferana Etnea ospiterà infatti l’undicesima edizione di Teatri Riflessi Festival 2026, appuntamento ormai consolidato che ogni anno richiama performer, compagnie e artisti provenienti da numerosi Paesi del mondo.

Il festival, diretto da Dario D’Agata e Valerio Verzin, continua a rappresentare uno dei principali spazi di sperimentazione dedicati al teatro contemporaneo, alla danza, al circo contemporaneo e alle nuove forme di espressione performativa.

Ma l’edizione 2026 si presenta con una dimensione ancora più profonda.

Il tema scelto è “Eredità”: una riflessione sul futuro in un mondo attraversato da guerre e violenze

Per il 2026 il festival ha scelto un filo conduttore fortemente legato all’attualità globale.

Il tema centrale sarà infatti “Eredità”, concetto scelto come spazio di riflessione collettiva in un periodo storico segnato da tensioni internazionali, conflitti armati e violenze diffuse.

Nel comunicato ufficiale del festival si legge:

«In un contesto globale infiammato da guerre e violenze disumane, “eredità” è il tema scelto quale filo conduttore per il 2026, un percorso che si dipana come un passaggio di testimone, un’assunzione consapevole di responsabilità».

L’idea iniziale nasceva come riflessione sul concetto di trasmissione tra generazioni.

L’evoluzione dello scenario internazionale ha però ampliato profondamente questa prospettiva.

La nota del festival prosegue:

«La manifestazione si interroga su quanto rimane, su cosa abbiamo ricevuto, cosa stiamo perdendo e che cosa sta o stiamo cambiando. Inizialmente inteso come riflessione sul tramandare, alla luce dell’attuale contingenza geopolitica, il concept è diventato una domanda sul senso e sul futuro».

Un festival che mette al centro la responsabilità individuale e collettiva

L’edizione 2026 intende costruire un dialogo profondo sul rapporto tra passato, presente e ciò che l’umanità lascerà alle generazioni future.

Il concetto di eredità viene interpretato come responsabilità personale dentro un processo collettivo.

Sempre dal comunicato ufficiale emerge un passaggio centrale del progetto culturale.

«“Eredità” spinge, appunto, a fare i conti con la propria parte di responsabilità in quella staffetta che ci connette al passato e ci pone anche in prospettiva rispetto a ciò che lasceremo dopo di noi».

Oltre 150 ospiti internazionali e undici compagnie in concorso

I numeri dell’edizione 2026 confermano il profilo internazionale ormai consolidato della manifestazione.

Il festival porterà in Sicilia:

  • oltre 150 ospiti provenienti da diversi Paesi del mondo
  • 11 compagnie internazionali in concorso
  • 10 spettacoli distribuiti negli spazi urbani
  • 30 opere video
  • forum pubblici aperti
  • talk di approfondimento
  • workshop
  • laboratori rivolti a giovani lettori e lettrici

Il programma costruisce un confronto quotidiano tra linguaggi artistici differenti e nuove forme di sperimentazione contemporanea.

In Sicilia arrivano grandi nomi della scena contemporanea internazionale

Tra gli artisti annunciati figurano personalità di rilievo della scena performativa contemporanea.

Tra questi spiccano Silvia Gribaudi e Aristide Rontini.

Accanto ai nomi più affermati saranno presenti compagnie emergenti provenienti da oltre dieci Paesi differenti.

Il festival si svilupperà come un confronto continuo tra visioni artistiche, linguaggi sperimentali e urgenze culturali del presente.

Gli organizzatori: fare arte oggi significa opporsi alla distruzione delle relazioni umane

Molto forte anche il messaggio lanciato dal team organizzativo di IterCulture, composto interamente da professionisti under 35.

Nel comunicato spiegano il senso più profondo di questa edizione.

«Occuparsi di arte, mentre si consumano conflitti feroci e abusi, è un privilegio che scotta, costringe a chiedersi dove trovare il senso per continuare».

La risposta, spiegano gli organizzatori, nasce dalla volontà di costruire spazi di partecipazione collettiva.

Il team prosegue:

«La risposta al nodo alla gola che ci prende quando pensiamo al presente abbiamo voluto cercarla nella partecipazione e nel senso di comunità, nel creare spazi per le arti che si oppongano alla violenza e alla distruzione delle relazioni umane».

Il comunicato si chiude spiegando definitivamente la scelta del tema di questa edizione.

«In questo senso abbiamo scelto di leggere il termine “eredità”».