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Il responso è ufficiale. Secondo un’ampia analisi condotta da The Telegraph , che ha messo a confronto 50 isole del Mediterraneo su oltre 30 parametri diversi, la Sicilia si aggiudica il primo posto assoluto. Spiagge di sabbia dorata, rovine antiche, ristoranti stellati, hotel di alto livello e tre vulcani attivi: tutto concorre a rendere l’isola irresistibile sia per il turista classicista sia per chi cerca il lusso. Ma chi vive in Sicilia sa bene che nessuna classifica riesce a catturare davvero l’essenza di questo posto.

La Sicilia in numeri: 9.927 miglia quadrate di storia

Coprendo quasi 9.927 miglia quadrate, la Sicilia ospita tre vulcani attivi e ben sette siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Un dato che già da solo basterebbe a metterla in cima a ogni lista. Ma per chi ci è nato o ci ha scelto di vivere, la Sicilia è qualcosa che va molto oltre le statistiche.

L’analisi del Telegraph ha preso in esame decine di fattori – dalla qualità delle spiagge alla gastronomia, dall’offerta culturale al costo della vita – e ha assegnato alla Sicilia il titolo di isola più bella del Mediterraneo. Un riconoscimento che non ha sorpreso affatto i suoi abitanti.

“Il dolce far niente è uno stato mentale”

Alessandra Cicero è cresciuta a Pozzallo, nella provincia di Ragusa. La sua infanzia è fatta di spiagge libere, giochi all’aperto e pomeriggi passati a fare quattro cantoni con gli amici del quartiere. Poi gli studi all’estero, ma il legame con la Sicilia non si è mai spezzato.

“Ogni volta che parto, è come lasciare una parte di me stessa,” racconta. “Ma in fondo so che troverò tutto come l’ho lasciato la prossima volta che torno.”

Questo senso di continuità è radicato nella filosofia italiana del il dolce far niente – la dolcezza del non fare nulla – che in Sicilia non è una moda importata ma un modo di essere. Tra le meraviglie del Duomo di Siracusa e il bagliore ambrato dei palazzi di Noto, c’è un’atmosfera di rilassatezza autentica che fatica a trovarsi altrove.

“Oggi il concetto di slow living è ricercato e desiderato da molti,” osserva Cicero. “Ma in Sicilia è sempre stato uno stato mentale. Prendi la vita con più leggerezza, preoccupati meno, goditi i piccoli piaceri – come un espresso al bancone scambiando due chiacchiere.”

“Sono Siciliano”: un’identità che precede la nazionalità

Chi vive o lavora in Sicilia lo sa: i siciliani non amano essere chiamati italiani. Lo sottolinea con chiarezza Adriana Smentek, wedding planner con base a Catania, che ha vissuto a Londra prima di tornare sull’isola nel 2016.

“I siciliani ti correggono sempre: sono Siciliano,” racconta. “Non è arroganza, è identità.” Un’identità nata da secoli di storia, in cui l’italiano non era nemmeno la lingua madre dell’isola.

Per Smentek, la Sicilia è prima di tutto le sue persone. “Non sono sempre i più facili con cui comunicare, né i più flessibili. Ma in genere sono persone di buon cuore, pronte ad aiutarti, ad accoglierti, a farti sentire parte della comunità da sempre. Una volta che sei dei loro, sei dei loro per sempre. Credo che molti expat trovino questo molto attraente.”

Case a 1 euro e costo della vita: perché gli stranieri scelgono la Sicilia

La Sicilia non conquista solo il cuore, ma anche il portafoglio. Il costo della vita sull’isola è circa il 18% inferiore alla media nazionale, un dato che ha attirato negli anni migliaia di stranieri, inclusi moltissimi britannici.

L’esempio più celebre è Mussomeli, borgo collinare in provincia di Caltanissetta, che ha fatto parlare di sé in tutto il mondo grazie al programma delle case a 1 euro, ideato per contrastare lo spopolamento attirando acquirenti stranieri. Dal 2018, più di 80 acquirenti britannici hanno acquistato immobili in questo piccolo centro siciliano.

Ma a convincerli non è solo il prezzo. Come fa notare Smentek, “le rovine greche e romane sono letteralmente ovunque, e non è raro che le persone trovino oggetti misteriosi quando ristrutturano i palazzi. La Sicilia è un museo a cielo aperto. L’unico posto che la batte è Roma.”

“La luce, i paesaggi, il mare”: la bellezza che non si dimentica

Antonio Alonge è nato vicino ad Agrigento, a pochi chilometri da alcuni dei templi greci meglio conservati al mondo. Ha lasciato la Sicilia da giovane per seguire sua moglie toscana, ma l’isola non ha mai smesso di chiamarlo.

“Torno ogni volta che posso: per le vacanze in famiglia, o semplicemente perché sento il bisogno di tornare,” dice. “Quello che mi colpisce sempre è la bellezza. La luce, i paesaggi, il mare – è difficile paragonarlo a qualsiasi altro posto al mondo.”

Persino i gesti quotidiani diventano ricordi indelebili. “Anche qualcosa di semplice, come comprare le arance di stagione, diventa un’esperienza. Quelle arance, così dolci e piene di sole, sono per me uno dei simboli della Sicilia.”

Il segreto della Sicilia: non cambiare per nessuno

In fondo, il primato della Sicilia ha poco a che fare con i parametri di una classifica e tutto a che fare con il suo rifiuto ostinato di cambiare per compiacere qualcuno.

L’isola è una convergenza di cibo, architettura, cultura e un ritmo di vita che non si copia e non si esporta. Si vive, o si visita sapendo che si tornerà. Come ha scritto il Telegraph, è questo che la rende la più bella isola del Mediterraneo – non secondo i numeri, ma secondo chi la abita.

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