Ci sono luoghi che la storia sceglie quasi contro la loro volontà. Luoghi che diventano simboli globali e che, proprio per questo, finiscono per assumere una responsabilità collettiva più grande della propria dimensione geografica.
Lampedusa continua da anni a interpretare questo ruolo.
Dal 6 all’8 luglio 2026, l’isola delle Pelagie ospiterà infatti l’undicesima edizione di Lampedus’Amore – Premio giornalistico internazionale Cristiana Matano, manifestazione ormai diventata uno dei principali appuntamenti italiani dedicati al giornalismo civile, alla cultura e al confronto internazionale.
Un festival che sceglie di intrecciare informazione, teatro, musica, arte e riflessione pubblica in un momento storico segnato da guerre, fragilità sociali e profonde trasformazioni del racconto contemporaneo.
La presentazione ufficiale: istituzioni, giornalismo e cultura insieme
Il programma è stato presentato durante una conferenza stampa che ha visto la partecipazione di numerose figure istituzionali e rappresentanti del mondo dell’informazione.
Presenti:
- Filippo Mulè, presidente dell’Associazione Occhiblu ETS
- Marco Betta, sovrintendente Fondazione Teatro Massimo di Palermo
- Andrea Peria, presidente Corecom Sicilia
- Tiziana Tavella, presidente Assostampa Sicilia
- Giuseppe Rizzuto, segretario Assostampa Sicilia
- Riccardo Arena, presidente della giuria del concorso
- Tiziana Martorana, rappresentante Ordine dei Giornalisti
- sponsor e partner istituzionali
Tre giornate pensate per interrogare il presente e riaffermare il valore della testimonianza in un tempo dominato da conflitti internazionali, crisi narrative e trasformazioni profonde dell’informazione.
Filippo Mulè: “Dopo dieci anni di successi abbiamo deciso di andare avanti”
A spiegare la visione della manifestazione è stato Filippo Mulè, direttore artistico dell’evento.
“Lampedus’Amore vuole continuare a ricordare e raccontare, sfidando la deriva della cultura e dell’informazione. Dopo dieci anni di successi abbiamo deciso di andare avanti e di proseguire il nostro percorso su quello scoglio che sa incantare e stupire, con il suo cuore e le sue grandi spalle”.
Il festival si è progressivamente trasformato in una realtà consolidata del panorama culturale nazionale.
“Il festival è ormai una realtà consolidata, apprezzata e riconosciuta: un impegno collettivo verso la verità, la bellezza e il valore della testimonianza. L’undicesima edizione intende ampliare lo sguardo e rafforzare un messaggio che vuole essere segnale di coscienza, resistenza e speranza, includendo sempre più voci. Mostre, convegni, dibattiti, musica, teatro e buon giornalismo: ce n’è per tutti i gusti e per tutte le età. Sul nostro palco sfileranno protagonisti d’eccellenza e si alterneranno emozioni e riflessioni profonde, passione e leggerezza, celebrando la vita, l’arte fondamentale dell’incontro, l’impegno sociale e la libertà”.
L’apertura del festival: i bambini di Gaza raccontano la guerra
La giornata inaugurale del 6 luglio porterà immediatamente il festival dentro una delle grandi ferite contemporanee.
Alle 18.30, presso il Museo Archeologico delle Pelagie, sarà inaugurata “Heart of Gaza”, mostra costruita attraverso i disegni realizzati dai bambini che vivono nella Striscia palestinese.
Un progetto che racconta le sofferenze provocate dalla guerra e dall’escalation di violenza attraverso lo sguardo dell’infanzia.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione con il Gonzaga Campus di Palermo e affida all’arte il compito di restituire una dimensione profondamente umana a uno dei drammi geopolitici più dolorosi del presente.
Il ricordo di Cristiana Matano e il valore del giornalismo rigoroso
La sera il festival entrerà ufficialmente nel vivo.
Piazza Castello ospiterà la cerimonia inaugurale condotta da Marina Turco, accompagnata dalla sigla ufficiale della manifestazione e dal tradizionale momento dedicato alla memoria di Cristiana Matano.
Il Premio continua infatti a portare avanti l’eredità della giornalista scomparsa prematuramente.
Un modello di giornalismo rigoroso, attento alle storie, capace di custodire il valore della testimonianza in un’epoca in cui l’informazione attraversa continue tensioni.
Il teatro protagonista: “Io – Una corsa infinita”
Alle 21.30 spazio alla scena teatrale.
Andrà in scena “Io – Una corsa infinita”, spettacolo scritto da Costanza Di Quattro e interpretato da Alessandra Salamida.
La produzione coinvolge:
- musiche di Mario Incudine
- regia di Cinzia Maccagnano
- produzione Teatro della Città di Catania
L’opera prende ispirazione dal mito classico di Io.
Attraverso il racconto della fuga, dell’identità e della trasformazione, lo spettacolo sviluppa una riflessione profondamente contemporanea sul desiderio di libertà e sulla continua ricerca di sé.
