Sei su Telegram? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di SiciliaFan! Iscriviti, cliccando qui!
UNISCITI

C’è chi una laurea la insegue per anni. E c’è chi, dopo averne già due in tasca, decide di rimettersi sui libri e ricominciare da un’aula diversa. Da questa scelta passa la storia di Viviana Francesca Costanza, giovane palermitana che il 7 ottobre ha ricevuto alla Camera dei Deputati, a Roma, il Premio America Giovani per il talento universitario, conferito dalla Fondazione Italia USA.

A raccontarlo è stata lei stessa, con una lettera arrivata alla nostra redazione. Insieme al riconoscimento le è stata assegnata una borsa di studio per il Master in “Leadership per le relazioni internazionali e il made in Italy“.

Tre lauree, un unico filo: le lingue e il mondo

Il percorso si è svolto interamente all’Università degli Studi di Palermo. Prima è arrivata la laurea triennale in Lingue e Letterature – Studi Interculturali. Poi la magistrale in Lingue Moderne e Traduzione per le Relazioni Internazionali.

Lo scorso marzo è arrivato il terzo traguardo, forse il più sorprendente: una triennale in Economia e Amministrazione Aziendale. Tutte e tre le lauree sono state conseguite con 110 e lode.

È un percorso che a prima vista sembra cambiare direzione, ma che in realtà disegna un profilo preciso: chi conosce le lingue e sa leggere i bilanci ha gli strumenti per muoversi nelle relazioni internazionali e nel commercio con l’estero. È proprio il terreno su cui lavora il master assegnato con il premio.

Che cos’è il Premio America Giovani

La Fondazione Italia USA lo affianca al suo storico Premio America, il riconoscimento riservato a personalità di fama internazionale. Il Premio America Giovani è invece dedicato ai neolaureati delle università italiane: ogni anno valorizza mille talenti con un percorso accademico di eccellenza, con l’obiettivo dichiarato di sostenerli nell’ingresso nel mondo del lavoro globale.

Viviana Francesca Costanza riceve il Premio America Giovani

Le cerimonie si tengono a Roma, nelle sale della Camera dei Deputati, in diverse sessioni nel corso dell’anno. Oltre alla pergamena, i premiati ricevono una borsa di studio a copertura totale per il master della Fondazione, un percorso di alta formazione dedicato alle relazioni internazionali e al made in Italy.

Come vengono scelti i mille premiati

Una caratteristica distingue questo riconoscimento: non prevede candidature. È la Fondazione a individuare i vincitori attingendo alla banca dati delle università italiane, tra i neolaureati con un piano di studi vicino ai propri ambiti di interesse.

Contano diversi parametri: il voto di laurea, la media degli esami, l’età in cui si è conseguito il titolo, la sessione di laurea e il curriculum complessivo, valutati in modo comparativo. Per molti premiati, quindi, la notizia arriva senza averla cercata: è il percorso a parlare per loro.

Una presenza siciliana che si ripete

Quella di Viviana Francesca Costanza non è la sola storia siciliana legata al premio. Nel luglio 2026 l’Ateneo di Palermo ha celebrato due laureate del Dipartimento di Scienze Umanistiche premiate dalla Fondazione. Nei mesi precedenti il riconoscimento era andato anche a una giurista formatasi all’Università di Catania. Si tratta di segnali che raccontano la vitalità degli atenei dell’isola, soprattutto negli studi linguistici e internazionali.

Dalla Sicilia, con lo sguardo oltre confine

Lingue, traduzione, economia: tre discipline che oggi convergono in un’unica direzione, quella di un’Italia che vuole farsi capire nel mondo e portare all’estero ciò che produce e ciò che è.

Il premio ricevuto a Roma non chiude un percorso. Apre invece un nuovo, entusiasmante capitolo, che parte da Palermo e guarda lontano. È la dimostrazione che il talento formato in Sicilia ha tutte le carte per stare, a pieno titolo, tra le eccellenze del Paese.