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Davanti allo scaffale di un’enoteca, il prezzo è spesso il primo filtro. Si scarta quello troppo caro, si diffida di quello troppo economico. Eppure la nuova edizione di una delle guide più autorevoli del settore smentisce questa abitudine. Ci sono vini con il massimo riconoscimento che costano meno di una pizza al ristorante. Solo quattro, in tutta Italia, scendono sotto la soglia dei 10 euro. Uno di questi è siciliano.

Cinquanta eccellenze sotto i 15 euro

Il dato emerge dalla guida Vini d’Italia 2027 del Gambero Rosso. La guida ha contato le etichette premiate con i Tre Bicchieri, il suo riconoscimento più alto, che si trovano in enoteca o negli shop online a meno di 15 euro. Sono 50, distribuite lungo tutta la penisola, con una sola eccezione oltreconfine, in Slovenia.

Il messaggio è chiaro: il valore di una bottiglia non coincide per forza con il suo prezzo. La varietà di territori e vitigni italiani continua a offrire scoperte a chi ha la curiosità di cercarle.

Dove si concentrano i vini premiati

La mappa delle etichette premiate premia soprattutto il Centro e il Sud, come sottolinea la stessa guida. In testa ci sono le Marche con sette vini, seguite da Emilia e Puglia con sei. Piemonte, Veneto e Toscana ne contano cinque ciascuna, l’Abruzzo quattro.

Mancano invece i grandi nomi più costosi. Barolo, Brunello di Montalcino e i grandi Metodo Classico non possono rientrare in questa fascia di prezzo, per i costi di produzione e il valore dei vigneti. A vincere sono vini giocati sulla freschezza e sulla beva immediata.

Il club ristretto dei quattro sotto i 10 euro

Dentro la lista c’è un gruppo ancora più ristretto: quattro vini premiati con i Tre Bicchieri che costano meno di 10 euro. Per il Gambero Rosso si tratta di un piccolo record, considerando il livello qualitativo. Sono:

  • Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Vini del Re 2025 – Settecani (Emilia)
  • Offida Pecorino Campo di Marte 2025 – Tenuta De Angelis (Marche)
  • Rosso Piceno Superiore Kàtharsis 2023 – San Filippo (Marche)
  • Sicilia Grillo Trisole 2025 – Cantine Birgi – Feudo Stagnone (Sicilia)

Il vino siciliano è l’unico del Mezzogiorno in questo gruppo.

Il Grillo che rappresenta la Sicilia

La Sicilia entra nella lista dei 50 con una sola etichetta. Quell’etichetta, però, si colloca nella fascia più accessibile di tutte. È il Sicilia Grillo Trisole 2025 di Cantine Birgi – Feudo Stagnone, un bianco dell’annata più giovane, prodotto da uno dei vitigni bianchi simbolo dell’isola.

Il profilo è coerente con la linea che attraversa tutta la selezione. Sono vini che puntano sul lavoro in vigna e sulla freschezza, più che sul lungo affinamento in cantina. È proprio questo che permette di contenere i costi senza rinunciare alla qualità.

Perché la qualità non deve costare cara

La guida indica anche le ragioni dei prezzi così contenuti. Molti vini evitano gli anni di stoccaggio in cantina e i costi finanziari che ne derivano. In altri casi a fare la differenza sono le cantine sociali: grazie alle economie di scala possono selezionare singole vigne di pregio e proporle a prezzi vantaggiosi.

Per la Sicilia è una conferma di qualcosa che il mondo del vino conosce da tempo. L’isola sa esprimere eccellenza anche nelle bottiglie di tutti i giorni, non solo in quelle da occasione. In un momento in cui si parla molto di vini sempre più costosi e di consumatori che si allontanano, un Grillo da meno di 10 euro tra i migliori d’Italia ricorda che la qualità può restare alla portata di tutti.