Per quarant’anni ha raccontato come mangia l’Italia, e per festeggiare il compleanno ha deciso di cambiare il proprio linguaggio. La guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso, nell’edizione 2027, ridisegna la mappa della buona tavola nazionale. Anche quest’anno la Sicilia vi occupa un posto di primo piano: 4 ristoranti siciliani sono nel gruppo delle Tre Forchette, il riconoscimento più alto.
Una guida che cambia pelle a quarant’anni
L’edizione 2027 raccoglie 2.573 indirizzi, di cui 316 nuovi ingressi. La novità più evidente riguarda il metodo. Per i ristoranti spariscono i voti separati per cucina, cantina e servizio, e resta un unico punteggio sull’esperienza complessiva.
Anche i simboli diventano più semplici. Le Forchette valutano i ristoranti, i Gamberi le trattorie e le Bottiglie i wine bar, da uno a tre secondo il livello. Bistrot, agriturismi e locali di cucina internazionale ricevono Forchette o Gamberi a seconda della proposta: fine dining nel primo caso, impostazione tradizionale nel secondo.
In cima alla classifica nazionale c’è il Reale di Niko Romito a Castel di Sangro. Con 99 punti su 100 ottiene il voto più alto mai assegnato dalla guida. Seguono l’Osteria Francescana di Modena con 98 e Piazza Duomo di Alba con 97.
Le quattro Tre Forchette siciliane
La Sicilia porta al vertice dei migliori ristoranti 4 indirizzi, distribuiti tra il barocco ibleo, le isole Eolie e la costa agrigentina:
- Duomo, Ragusa – 93/100
- I Tenerumi del Therasia Resort, Vulcano (ME) – 92/100
- La Madia, Licata (AG) – 91/100
- Signum, Salina (ME) – 90/100
Due dei 4 sono nell’arcipelago eoliano, e questo dice molto su quanto la cucina d’autore delle isole minori sia ormai un punto di riferimento nazionale.
Il ritorno di Salina tra le novità dell’anno
Le Tre Forchette 2027 accolgono sei novità, dal Piemonte alla Sicilia. Cinque sono esordi assoluti, tra Torino, Venezia, Cernobbio, Roma e Oppeano. Il sesto nome è un rientro, ed è siciliano: il Signum di Salina torna nel gruppo di testa con 90 punti.
La guida lo descrive come un esempio di impresa familiare, quella della famiglia Caruso, che ha saputo evolversi nel tempo restando legata al mare e alla terra dell’isola.
Trattorie, agriturismi e un wine bar: l’altra Sicilia premiata
Il massimo riconoscimento non riguarda solo l’alta cucina. Con i Tre Gamberi, dedicati alla tavola di impronta tradizionale, la guida premia quattro indirizzi siciliani:
- 4 Archi, trattoria a Milo (CT)
- Buatta Cucina Popolana, trattoria a Palermo
- Osteria del Maiale Nero, agriturismo a Raccuja (ME)
- Tischi Toschi, trattoria a Taormina (ME)
Per il vino, le Tre Bottiglie vanno a Vinoveritas, wine bar di Palermo.
Una mappa che va oltre i grandi nomi
In totale sono 9 i locali siciliani con il punteggio massimo nelle rispettive categorie. Si va dal versante etneo ai Nebrodi, dal capoluogo al Ragusano. La guida stessa invita a leggere i suoi premi come una bussola per costruirsi un percorso personale del gusto. Seguendo i premi siciliani, la mappa che ne viene fuori attraversa l’isola da un capo all’altro, e la buona tavola non resta chiusa nei soli circuiti del fine dining.
