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Quanti posti di lavoro genererà la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina? La risposta arriva da Pietro Salini, amministratore delegato di Webuild, ospite di ReStart su Raitre.

L’AD ha affermato:”L’impatto sul Pil del Ponte è rilevante, stiamo mettendo in piedi due scuole per la formazione, una in Calabria, l’altra vicino Catania. L’Università Bocconi prevede un impatto occupazionale di 120mila persone circa, noi prevediamo un picco di 8mila persone come impiegati diretti del Ponte senza contare i fornitori e stimiamo di impiegare 6mila persone nei prossimi due anni solo in Sicilia”.

E ancora: “Servizi come i traghetti e l’aliscafo restano per il traffico locale, ma avremo un movimento di merci e treni che oggi non esiste”.

Inoltre, Matteo Salvini, vicepremier e ministro, a proposito dei tempi, intervistto da La Sicilia, ha affermato: “Siamo determinati a realizzare il Ponte dopo decenni di chiacchiere e di troppi no, inizieremo i lavori quando tutto sarà chiaro e definito ma non voglio perdere tempo”.

E poi, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha detto: “Stiamo lavorando affinchè il Ponte sullo Stretto apra i cantieri nel 2024 per avere la prima auto e il primo treno a percorrerlo nel 2032. E’ il tassello mancante dei 30 miliardi di investimento in Calabria e altri 30 in Sicilia per potenziare strade e ferrovie. Non avere il Ponte sarebbe masochistico. E’ un corridoio europeo da Palermo a Helsinki, potrebbe essere un acceleratore di sviluppo per l’Italia come fu l’autostrada del Sole”.

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