Chi adotta al canile avrà un rimborso della Tari, cioè la tassa sui rifiuti. L'iniziativa è del comune di Agira, in provincia di Enna, e in base al provvedimento vengono anche individuati i massimali per il rimborso, non superiore a 400, 450 e 500 euro a seconda della grandezza dell'animale (piccolo, medio o grande). Quando si firma il modulo per l'adozione, il nuovo proprietario si impegna a tenere l'animale in buone condizioni a casa propria, permettendo la visita dei vigili, che controlleranno che sia tenuto bene. Qualora risulti inadempiende, scattano una denuncia, la revoca dell'adozione, la restituzione dell'incentivo concesso e l'addebito del costo del soggiorno del cane in una struttura convenzionata, fino a quando non venga trovato un nuovo proprietario. 

L'iniziativa ha provocato molte reazioni contrastanti: critica l'Associazione Canili Lazio, che ha contestato la decisione, bollandola come un "modo per attirare pessime adozioni".  Meno dura la posizione della Lega Antivivisezione che, pur sottolineando la "positività degli inceniti", precisa che questi debbano essere legati al benessere del cane. Entrambe le associazioni hanno evidenziato l'importanza del coinvolgimento delle associazioni animaliste. "E' importante che il comune non escluda questa collaborazione – ha detto all'Adnkronos Federica Faiella, responsabile adozioni LAV -, demandando tutto ai vigili e perdendo l'esperienza di anni in particolare nelle pratiche consuete di pre e post affido. Insieme si possono ottenere risultati migliori".