001Discriminazione, integrazione, accoglienza. La città, la Regione che vorremmo e quella che, invece, si presenta dinanzi ai nostri occhi. Tanti i temi e le problematiche posti sul tappeto al seminario “La Sicilia a 360 gradi”, organizzato da Fiori di Acciaio e Intesa Donne, presso l’Aula Magna della Scuola Politecnica (ex facoltà di Ingegneria) a Palermo.

 

Ieri la prima giornata dedicata al made in Sicily svoltasi sotto l’attenta moderazione di Felice Cavallaro. “C’è una domanda che mi faccio – Cavallaro dice ai giovani prima di presentare i relatori – E’ stato inaugurato un treno veloce da Catania a Palermo in 2 ore e 40. Ma cos'era successo? Si era spezzato un viadotto, la Sicilia distrutta, non si capisce come si riesce a fare una bretella e nelle more la Regione ha chiesto alle Ferrovie di fare il possibile per garantire un collegamento. Ma, ragazzi miei, è proprio la Regione che dando i soldi stabilisce quali sono gli orari perfino, tant'è che il treno utilizzato adesso c'è da 30 anni e allora com'è che prima non si poteva fare? È possibile che qualcuno abbia favorito il tragitto gommato e impedito il treno veloce? E allora magari era meglio non fare nessun viaggio inaugurale, far partire il treno in sordina. Un treno che andava fatto partire 30 anni fa”.

 

A prendere la parola per prima è la dott.ssa Diana Calaciura, procuratore generale della Corte dei Conti che parla delle potenzialità di questa terra ma anche delle sue enormi pecche: “Sono stata diverso tempo in Veneto per lavoro, dove tutto è in ordine, ogni cosa a suo posto. Ogni volta che tornavo in Sicilia vedevo la bellezza di questa terra ma anche l'immondizia non appena scesa dall’aereo, e mi chiedevo perché noi siciliani non dobbiamo valorizzare quello che abbiamo?”.

 

Gaetano Armao, docente di contabilità pubblica Dems, Università di Palermo: "Il divario tra nord e sud cresce in modo insostenibile. Ci troviamo di fronte ad una risoluzione del problema del mezzogiorno per abbandono. Dobbiamo pensare a una attività che consenta di attrarre nuove energie umane ma soprattutto ad attrazione di investimenti. Vi do un dato: nel prossimo biennio Malta cresce di 7 punti di Pil, la Sicilia di un solo punto. Riflettiamo".

 

Il presidente di Sicily by Car Tommaso Dragotto dopo aver parlato della figuraccia rimediata dalla Sicilia all'inaugurazione dell'Expo e del filmato "Terra Madre" di Pucci Scafidi e prodotto dalla fondazione Dragotto ritirato subito dal cluster per l'inadeguatezza degli spazi sposta l’attenzione sulla città di Palermo e sul degrado presente dal salotto cittadino alle periferie. 

 

Cavallaro dialoga poi con Giuseppe Lupo, vicepresidente Ars. "Ci siamo meravigliati come all'affanno della Finanziaria approvata anche mentre qualcuno dei deputati dormivano sui banchi all'alba del primo maggio siano seguiti 12 giorni di stasi e ieri la seduta è durata pochi minuti ed è stata rinviata. C'è un modo diverso di fare le leggi e politica in modo diverso da quello a cui siamo stati abituati?" domanda Cavallaro a Lupo.

 

E il vicepresidente dell'Assemblea regionale siciliana risponde: "Credo di sì, ma questo è possibile se c'è anche un rilancio dell'azione partecipativa, dell'impresa, dell'università, dell'associazionismo. C’è bisogno di uno sviluppo produttivo che non si basi più sull'assistenzialismo, sul clientelismo. Iniziative come quella di oggi possono offrire spunti di cui abbiamo assolutamente bisogno e anche il pungolo necessario affinché ci sia un'accelerazione sulla tabella di marcia. Bisognerebbe organizzare incontri periodici tra i giovani, le imprese e le istituzioni. Da soli, ve lo dico, non possiamo farcela".

 

Uno sguardo specifico va alle donne di cui si parlerà ampiamente oggi pomeriggio a partire dalle 15 per la seconda giornata del seminario dal sottotitolo ‘Lezioni di cittadinanza’: “ Ci sono donne che troppo spesso hanno paura di parlare – dice Marcella Cannariato, presidente di Fiori di Acciaio – di aprirsi al mondo, di raccontare. La nostra associazione offre uno sportello di consulenza legale gratuito per le donne. Arriva un momento in cui tacere è una colpa e parlare è un obbligo. E noi ci siamo, pronte ad affrontare ogni battaglia insieme”.