È allarme ailanto a Catania: la pianta infestante cresce a dismisura, creando seri danni agli edifici. Sempre più diffusa nel territorio etneo, è anche conosciuta come "albero del paradiso", ma di paradisiaco, in ciò che fa, c'è ben poco. La specie non endemica è originaria dalla Cina e rappresenta, secondo gli uomini della Forestale, una vera e propria emergenza: si tratta della specie con il più alto potenziale distruttivo per i beni archeologici.

Al cimitero di Catania è appena stata eseguita una bonifica. I responsabili dell'area tecnica hanno spiegato che questi alberi, purtroppo, torneranno a moltiplicarsi a breve. L'ailanto è considerata la pianta più infestante d'Italia.

«Ultimamente – spiega Lara Riguccio, dirigente del Servizio Verde pubblico – personale del Comune e operai della Forestale e della multiservizi sono intervenuti per eliminare l'ailanto, oltre che all'interno del cimitero, anche nel boschetto della plaia, nel giardino bellini e nel parco gioieni. E questo non soltanto per salvaguardare le biodiversità eliminando le piante infestanti per proteggere quelle piante cosiddette mediterranee, ma anche per per evitare danni alle costruzioni».

«Ci siamo impegnati al massimo perché consideriamo l'ailanto un'autentica minaccia, – sottolinea il comandante del distaccamento forestale di Catania, Andrea Munzone – le sue radici possono provocare gravi danni a palazzi, case, strade e, senza che all'esterno si veda nulla, con le radici che si insinuano nel terreno, anche a serbatoi, pozzi e canalizzazioni».