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La nuova guida I Migliori Panifici d’Italia 2027 del Gambero Rosso, presentata in queste settimane, racconta un’Italia del pane in piena trasformazione: 550 indirizzi selezionati in tutta la Penisola, 40 novità rispetto all’edizione precedente e 70 riconoscimenti massimi, i cosiddetti Tre Pani. Non si tratta soltanto di una classifica gastronomica, ma di una mappa che racconta filiere corte, biodiversità dei grani e un mestiere antico che si sta reinventando.

E la Sicilia, ancora una volta, si conferma terra di grande panificazione, con decine di forni premiati in tutta l’isola, dal trapanese al messinese, passando per Palermo e Catania.

I Tre Pani siciliani: l’eccellenza assoluta

Il massimo riconoscimento della guida, i Tre Pani, va in Sicilia a quattro realtà che si distinguono per qualità delle materie prime, cura della fermentazione e identità del prodotto:

Quattro province, quattro modi diversi di interpretare il pane siciliano, dalle grandi paste madri tramandate da generazioni alle sperimentazioni più contemporanee su grani antichi e lievitazioni naturali.

I Due Pani: una squadra ampia e diffusa in tutta l’isola

La fascia dei Due Pani è quella più numerosa e racconta bene la vitalità del settore in Sicilia, con realtà presenti praticamente in ogni provincia (per gli indirizzi e tutte le descrizioni, basta cliccare qui):

Antico Forno Spina 1863, Bann – Pane Libero, FOZ – Fermento Officina Zero, Frangipane – Forno e Cucina, Fratantonio, Grammo, I Banchi, Il Forno delle Bontà, Maidda, Panfermento, Panificio Masino Arena dal 1939, Panificio A Maidda, Panificio Antico Forno Carbè, Panificio Conti, Panificio Da Nanà, Panificio L’Antico Forno di Carletta, Panificio Laganà, Panificio Rizzo – La Bottega del Pane, Panificio Termini Antichi Grani, The Bakery – Generazione Mugnaia, Tusa Arte e Gusto.

Un Pane: le realtà da scoprire e tenere d’occhio

Completano il quadro siciliano gli otto forni premiati con Un Pane, spesso realtà più giovani o di nicchia, ma già segnalate dalla guida come indirizzi di qualità (per gli indirizzi e tutti i dettagli, basta cliccare qui):

Antico Forno Valenti dal 1887, Distefano, Forneria Gargano, Forno Litria, Forno Santa Rita, Panificio Graziano, Panificio Mulara, Punto Caldo Boutique.

Gli altri premi della Guida

Oltre alla classifica territoriale, la guida del Gambero Rosso assegna ogni anno premi speciali che raccontano storie e percorsi particolari. Il premio Panificio dell’anno è andato a Pezz de Pane di Frosinone, il progetto di Roberta Pezzella, mentre il premio Panificatore emergente è stato assegnato a Massimo Ingegni di Ingrano Forno Artigianale, nelle Marche. La Novità dell’anno è Le Lucciole di Lucca, la bottega aperta da Giulia Foppoli, mentre il premio Pane e territorio premia Ilo – Pane Pensiero di Vercelli, ideato da Luca Giannino. Un riconoscimento speciale, legato ai 40 anni della testata, celebra infine quattro figure storiche della panificazione italiana: Gabriele Bonci, Davide Longoni, Ezio Marinato ed Eugenio Pol.

Sul fronte regionale, fuori dalla Sicilia spiccano in particolare la Puglia, con i nuovi Tre Pani di Altamura e Galatina, e Milano, che conquista due nuovi ingressi nell’Olimpo della panificazione.

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