253-293x300Dopo svariate partenze a singhiozzo finalmente l’autunno decide di fare sul serio nel corso del fine settimana, regalandoci la prima vera burrasca di stagione, che coinvolgerà gran parte del territorio italiano. Il flusso perturbato principale, che continuerà a mantenere un elevato indice zonale oltre i 50° di latitudine nord, fra le coste del Canada orientale e l’Atlantico settentrionale, all’altezza del Regno Unito e del mar del Nord subirà un graduale rallentamento cominciando ad ondularsi, favorendo cosi la discesa del ramo principale del “getto polare” verso sud, in direzione della Spagna e della Francia, mentre il ramo ascendente dello stesso si distende fra le Baleari, l’Italia, risalendo con una direttrice sud-occidentale sopra i cieli dell’Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Bielorussia, fino alle Repubbliche Baltiche, per poi ricongiungersi al flusso perturbato principale che scorre sulla Russia europea. Tale ondulazione, in seno al ramo principale del “getto polare”, agevolerà lo sviluppo di un’asse di saccatura che si proietterà verso il bacino centrale del Mediterraneo, ove nella giornata di domani si genererà un importante avvezione di vorticità positiva che si concluderà con l’isolamento di una giovane ciclogenesi sul golfo di Genova, in rapido trasferimento verso le regioni centrali italiane nel corso della mattinata di lunedì, quando il minimo depressionario in questione evolverà in “CUT-OFF”, isolandosi dal flusso perturbato principale.

Questa saccatura difatti, nel corso della serata di domani, comincerà ad entrare in fase di“Stretching”, a causa dell’ennesima spinta zonale del promontorio anticiclonico delle Azzorre, che manterrà il proprio baricentro, con massimi di oltre i1030 hpa, a largo delle coste del Portogallo. Il solido anticiclone oceanico, schiacciato verso le medie latitudini atlantiche dall’intenso flusso zonale in scorrimento sull’Atlantico settentrionale, nel corso della giornata di domani tenderà ad ergere un proprio cuneo stabilizzante dall’Atlantico portoghese fin verso la Francia, il Belgio, l’Olanda e l’ovest della Germania, con un isobara di ben 1028 hpa che raggiungerà la Francia occidentale entro la mattinata di lunedì. La saccatura che si verserà sul bacino centrale del Mediterraneo, schiacciando verso l’entroterra desertico libico il modesto anticiclone sub-tropicale che in queste ore persiste sul basso Mediterraneo, nella serata di domani verrà gradualmente tagliata dalla distensione zonale dell’anticiclone delle Azzorre, il quale estenderà i propri elementi più orientali fin verso la Germania e l’Olanda. La spinta zonale dell’anticiclone oceanico accelererà il processo di “CUT-OFF” della saccatura nel suo bordo più meridionale, agevolando cosi l’incubazione di un minimo depressionario, con annessa goccia fredda in quota sui -26°C a 500 hpa, che dall’alto Tirreno si muoverà verso l’Italia centrale, durante la mattinata di lunedì, centrandosi a ridosso delle coste di Lazio e Campania.

L’isolamento della giovane ciclogenesi sull’alto Tirreno verrà alimentato dalla discesa fino al Mediterraneo centrale del ramo discendente del“getto polare”, il quale esacerberà l’avvezione di vorticità positiva tra Corsica, Sardegna e Italia centro-settentrionale, favorendo cosi la rapida formazione di questa circolazione depressionaria che verrà riempita, lungo il suo bordo più occidentale, dalla discesa di masse d’aria più fredde, d’estrazione sub-polare marittima, a tutte le quote, pronte a scivolare sul margine orientale del promontorio anticiclonico delle Azzorre, disteso in direzione dell’Europa centrale. La giovane ciclogenesi italica, venendo inizialmente alimentata dalla discesa di aria fredda, d’origine sub-polare marittima, in sfondamento dapprima dal Rodano (tramite forti venti di “Mistral”), e in una seconda fase pure dal golfo di Trieste e dagli intagli naturali delle Alpi Dinariche, dopo aver aggirato l’ostacolo delle Alpi sia ad ovest che ad est, nella notte fra domani e lunedì, scivolando verso sud-sud/est, tenderà ad approfondirsi in modo sensibile, fino a raggiungere un minimo barico stimato attorno i 999-998 hpa al suolo. L’approfondimento della depressione italica, fino a 998 hpa, causerà un sensibile inspessimento del “gradiente barico orizzontale”, in particolare lungo il lato settentrionale e occidentale della circolazione ciclonica, dove si genererà un fitto groviglio di isobare molto ristrette fra di loro che presenteranno dei massimi di “gradiente” fra l’alto Adriatico, l’Italia settentrionale, e il mar Ligure, mar di Corsica e mar di Sardegna.

Ma l’infittimento del “gradiente barico orizzontale”, lungo il lato settentrionale e occidentale della circolazione depressionaria, verrà notevolmente inasprito dalla spinta zonale dell’anticiclone delle Azzorre, che presenterà un proprio cuneo fin verso la Germania, il sud della Danimarca e l’Olanda, con massimi barici di oltre i1028 hpa a nord dello spartiacque alpino che determineranno la situazione barica adatta all’attivazione di forti venti di bora su tutto l’alto Adriatico. Il robusto anticiclone oceanico disteso sull’Europa centrale, con delle propaggini anticicloniche che si allungano verso est, si contrapporrà alla profonda area ciclonica collocata sui mari attorno l’Italia, con un minimo barico al suolo tra il medio Tirreno e l’Italia centrale. In questo caso, il “gradiente barico orizzontale” (differenze di pressione) che si origina lungo i margini delle due figure bariche antagoniste, attiverà un intenso flusso nord-orientale che richiamerà masse d’aria fredde e molto dense, di origine sub-polare marittima continentalizzata, che dalla Repubblica Ceca, dalla Slovacchia e dall’Ungheria si spingeranno verso i rilievi dell’altopiano del Carso e le Alpi orientali. Raggiunti i monti del Carso e le Alpi orientali le masse d’aria fredde e molto dense, di origine continentale, sono costrette a incanalarsi lungo i bassi valichi (definite anche come porte) presenti sui monti del Carso e sulle Alpi Dinariche (Bosnia Erzegovina), per traboccare con furiosi deflussi (raffiche di caduta turbolenti) verso le coste adriatiche, il breve tratto costiero sloveno e le coste dalmate.

Queste forti raffiche di caduta verranno rese ancora più violente dalle forti differenze di densità, di pressione e di “gradiente termico” che si verificano fra la pianura Danubiana, l’altopiano del Carso, solitamente molto fredde, e le sottostanti coste adriatiche, molto più temperate e umide. Tale contrapposizione fra le opposte figure bariche genererà dapprima un forte “gradiente barico orizzontale” fra Italia settentrionale e mari ad ovest della Sardegna che darà i natali ad una intensa maestralata che dal golfo del Leone si estenderà velocemente al mar di Corsica, mar di Sardegna fino alle coste dell’omonima isola, con venti molto forti da O-NO e NO, che raggiungeranno picchi di 80-90 km/h, con punte massime di oltre i 100 km/hlungo le coste della Sardegna orientale, dal golfo di Orosei fino a Capo Bellavista, dove si attiveranno dal pomeriggio/sera forti raffiche di caduta dai rilievi dell’entroterra sardo. Nel corso della serata di domenica i forti venti di maestrale che sferzeranno la Sardegna si propagheranno al medio-basso Tirreno sotto forma di intensi venti da Ovest diretti fino alle coste del basso Lazio, Campania e Calabria tirrenica. Dalla nottata, fra domani e lunedì, con la discesa verso il medio-basso Tirreno del minimo barico e la contemporanea spinta verso la Germania delle propaggini più orientali dell’anticiclone oceanico, un sensibile rinforzo dei venti, da E-NE, è previsto pure sull’alto Adriatico, con l’inserimento di raffiche di bora molto forti lungo il golfo di Trieste e l’Istria, in discesa dai valichi naturali delle Alpi Dinariche.

A Trieste la bora potrà far registrare folate di caduta davvero potenti, capaci di superare anche i 90-100 km/h. Ma gli effetti della bora, a causa del fitto“gradiente barico orizzontale”, nella giornata di lunedì si avvertiranno fin sulle coste venete, cosi come in Romagna e sui litorali più settentrionali della costa marchigiana, con raffiche fino a 60-70 km/h nei punti meglio esposti. I forti venti da E-NE e NE, già dalla mattinata di lunedì, scavalcheranno molto rapidamente l’Appennino Tosco/Emiliano per tuffarsi sulle coste liguri e in Toscana sotto forma di forti raffiche di grecale e tramontana. Sulla Riviera di Ponente ligure, come su Genova, si alzerà una intensa Tramontana che sferzerà con forti raffiche di caduta tutta la costa savonese e l’imperiese, dove localmente si toccheranno punte di oltre gli 70 km/h, con picchi sino a 80 km/h nell’area di Capo Mele. Lunedì le burrasche spazzeranno tutta la Toscana, con raffiche di caduta molto forti fra fiorentino, livornese e grossetano e Arcipelago Toscano, da N-NE e NE, fino ad oltre i 70-80 km/h. La forte ventilazione da N-NE e NE in seguito si riverserà lungo tutto il settore più occidentale del medio-basso Tirreno. I forti venti dai quadranti settentrionali cominceranno ad attenuarsi solo dalla nottata fra lunedì e martedì, riducendosi sensibilmente sotto la soglia d’attenzione solo dalla mattinata di martedì, quando i venti ruoteranno da N-NE, NE e E-NE su tutti mari che circondano l’Italia, tranne il Canale di Sicilia e lo Ionio, dove invece prevarrà una componente da Sud e S-SE.

Rapido incremento del moto ondoso con mari da agitati fino a molto agitati, rischio mareggiate sulle coste di Lazio, Campania, Calabria tirrenica e litorali di Romagna e Marche

Da domenica l’inserimento dei primi venti di burrasca dai quadranti settentrionali determinerà una conseguente intensificazione del moto ondoso su quasi tutti i bacini. Già dal pomeriggio di domani i mari passeranno da mossi a molto mossi, fino ad agitato il settore occidentale del basso Tirreno (forza 5), e molto agitati (forza 6) il mar di Corsica, mar di Sardegna, dove i forti venti di maestrale, in uscita dal Rodano, solleveranno imponenti onde di“mare vivo”, alte fino a più di 4.0-5.0 metri nel tratto di mare antistante le coste occidentali sarde. Dalla tarda nottata, fra domani e lunedì, anche il settore occidentale del medio-basso Tirreno tenderà a divenire agitato (forza 5), fino a localmente molto agitato (forza 6), con onde alte più di 3.0-4.0 metriche si spingeranno in direzione delle coste di Lazio, Campania e Calabria tirrenica, causando delle mareggiate di debole e moderata intensità che presenteranno “Run-Up” di oltre i 3.0 metri sui litorali del salernitano e napoletano. Dalla nottata, fra domani e lunedì, con l’attivazione dei forti venti di bora fra golfo di Trieste, Istria e coste dalmate, un rapido aumento del moto ondoso è previsto anche sull’alto Adriatico, che passerà da molto mosso a localmente agitato, con onde alte fino ai 2.5-3.0 metri, da E-NE, capaci di attivare importanti mareggiate lungo le coste di Romagna e Marche, fino al promontorio del Conero che proseguiranno fino alla serata di lunedì. Le ondate sollevate dai venti di bora potranno creare dei disagi nei tratti costieri di Romagna e Marche, soggetti ad una forte erosione.