010101Ogni volta che un“fiore cadavere”sboccia nel mondo, attira migliaia di visitatori e le prime pagine dei giornali. Per le sue dimensioni, la rapidità di crescita e la sua terribile caratteristica (unodore disgustoso di carne marcia), l’Aro titano o Amorphophallus titanum (pene gigante deformato), questo il nome botanico dellapianta appartenente alla famiglia delle Araceae, di cui fanno parte le comuni calle,endemica dell’isola di Sumatra, si fa attendere e desiderare.

ARO COPPer la sua fioritura, infatti, è stata calcolata una media di 5-6 anni, ma la cura ripaga con uno spettacolo paradisiaco, destinato a durare davvero il tempo di un battito di ciglia per via della sua natura effimera (la durata minima è stimata a 72 ore, la massima ad una settimana). La pianta, che può arrivare a pesare sino a 75 chili, venne scoperta nel 1878 dall’esploratore, zoologo, botanico e etmologo fiorentino Odoardo Beccari che portò i tuberi ed i semi dell’Amorphophallus Titanum nel Giardino Botanico di Firenze, del quale divenne direttore. Mentre i tuberi morirono, i semi, germogliati, vennero distribuiti in diversi giardini botanici del mondo. La prima fioritura avvenne presso i kew Gardens, nel 1889.

Titan Arum blossoms in KielLa pianta deve il suo nome alla gigantesca infiorescenza, il cui cuore somiglia ad un enorme fallo che emana un odore di sterco misto a materia organica putrefatta per attirare gli insetti per l’impollinazione, tanto che chi si avvicina a lungo, la affronta con una maschera antigas al viso. Il 2002 ha rappresentato un’eccezionale annata per il fiore cadavere, sbocciato sia ai Royal Botanic Gardens, che nel Giardino dei semplici di Firenze. L’Aro titano, il cui odore è stato paragonato dagli Indonesiani a quello di un elefante in decomposizione, la cui infiorescenza può raggiungere i 3 metri d’altezza, è sicuramente un po’ impegnativo da indirizzare in dono, salvo assicurarsi delle adeguate dimensioni del domicilio di chi lo riceverà ed organizzare una consegna che non potrà essere affidata al nostro fioraio di fiducia (magari gracilmente un po’ in avanti con gli anni) ma coinvolgendo un paio di piloni della nazionale di rugby.

Caterina Lenti

MeteoWeb