Bianco, rosso, rosato e… orange. Arriva il quarto colore del vino, "con un tono di brillantezza un po' opalescente", che si affianca alle proposte già presenti sul mercato. In Giappone, Australia, Francia e Usa è già boom e l'appeal sta crescendo anche in Italia. Nel processo di produzione degli orange wines il mosto in fermentazione rimane a lungo in contato con le bucce dei chicchi d'uva, prendendo da esse i tannini e il colore arancione con tendenze all'ambra. Il risultato è un vino grezzo, non filtrato.

Il gusto, spiega l'Associazione Italiana Sommelier, si allontana dai canoni di "freschezza" (intesa come sapore dell'acidità), ma ha una sapidità tropicaleo terrosamente salina. Il primo mercato degli orange wines è il Giappone, mentre l'Italia è l'ultimo. La Francia non ne produce, ma alcuni grandi chef si stanno avvicinando al prodotto. Tantissimi gli ordini dagli Usa e dalla Germania.