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Se stai pianificando la tua luna di miele in Sicilia, stai facendo la scelta giusta. L’isola ha tutto quello che un viaggio di nozze dovrebbe avere: panorami che tolgono il fiato, cibo che rimane nel ricordo per anni, borghi medievali affacciati sul mare, tramonti che sembrano fatti apposta per essere vissuti in due. La domanda non è se la Sicilia funziona per un viaggio di nozze. La domanda è come costruire un itinerario che non si trasformi in una corsa.

Taormina, Cefalù e Palermo sono le tre colonne portanti del viaggio più amato dai turisti stranieri. E non è un caso: sono tre luoghi diversissimi tra loro, capaci di coprire quasi tutto quello che la Sicilia ha da offrire. Il problema, che molti scoprono solo una volta arrivati, è capire cosa aggiungere, cosa lasciare fuori, e come gestire i trasferimenti senza sprecare giorni preziosi al volante.

Questa guida risponde esattamente a quelle domande.

Da dove partire: Taormina come primo capitolo del viaggio

Taormina è il modo più scenografico di aprire un itinerario siciliano. Arroccata su una collina a 200 metri sul mare, con il Teatro Greco come sfondo e l’Etna innevato sullo sfondo nelle giornate limpide, è uno dei luoghi più fotografati d’Italia per una ragione molto semplice: è davvero così bella.

Se alloggiate nel centro di Taormina perdete un po’ di tempo in auto per via del traffico tra auto, motorini e bus pubblici e turistici, ma sarete ripagati da una vista bellissima e dalla possibilità di esplorare il centro a piedi senza problemi. Tre notti sono il tempo giusto: una serata per ambientarsi e la prima colazione sul terrazzo, un giorno per il centro storico e il Teatro Greco, e un giorno intero dedicato all’Etna.

L’escursione all’Etna parte da Taormina e richiede una giornata intera. Si sale fino ai Crateri Silvestri, si cammina tra le colate laviche del 2001, si respira quell’aria vulcanica che non si trova da nessun’altra parte al mondo. Non è un’esperienza da trekking estremo: anche chi non è abituato a camminare in montagna riesce a goderla. Il rientro in genere avviene nel tardo pomeriggio, giusto in tempo per una cena romantica in uno dei ristoranti vista mare del centro.

Vale la pena anche una mezza giornata a Savoca, il paese dove Francis Ford Coppola girò alcune scene del Padrino. È a mezz’ora di auto da Taormina, praticamente deserta rispetto ai flussi turistici del centro, e ha quel fascino un po’ sospeso nel tempo che i borghi siciliani dell’entroterra sanno regalare.

Cefalù: tre giorni in uno dei borghi più belli d’Italia

Da Taormina a Cefalù il trasferimento è il più lungo dell’intero itinerario: circa 230 chilometri, poco meno di tre ore di auto sull’autostrada costiera passando per Messina. Se avete fretta, è un viaggio da fare al mattino presto per arrivare a Cefalù nel primo pomeriggio. Se avete tempo, Messina stessa merita una sosta di un’ora per il Duomo e il celebre orologio astronomico, uno dei più grandi del mondo.

Cefalù sorprende chiunque la visiti per la prima volta. Non è solo la spiaggia di sabbia dorata sotto la rupe, né la Cattedrale normanna del XII secolo con i suoi mosaici bizantini che sembrano ancora umidi di colore. È la combinazione delle due cose, con le barche dei pescatori tirate in secco sulla riva e i vicoli del centro storico che profumano di fichi d’india. Tra le città che lasciano un ricordo indelebile ai viaggiatori che percorrono la Sicilia, Cefalù è tra quelle che stupiscono di più.

Tre notti permettono di vivere Cefalù senza fretta: un giorno per il centro storico e la spiaggia, un pomeriggio per salire sulla Rocca che sovrasta il borgo (l’ascesa richiede circa 40 minuti e regala un panorama a 360 gradi), e una giornata per esplorare i dintorni.

Il borgo di Castelbuono, nell’entroterra a circa 25 minuti da Cefalù, è la tappa extra che in pochi consigliano e che quasi tutti rimpiangono di non aver fatto. Ha un castello medievale, un museo d’arte contemporanea inaspettatamente interessante, e il miele delle Madonie che vale il viaggio da solo. Non ci vuole più di mezza giornata, si rientra a Cefalù per la cena, e il ricordo resta.

Palermo: almeno tre giorni, meglio quattro

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Da Palermo a Cefalù si impiegano circa un’oretta di auto, per cui il trasferimento è tra i più agevoli dell’intero itinerario. Palermo è il capitolo finale del viaggio, e probabilmente il più denso.

Non è una città che si capisce al primo sguardo. Ha una stratificazione storica impressionante: araba, normanna, spagnola, barocca, tutto sovrapposto nei secoli con una logica tutta sua. La Cappella Palatina, all’interno del Palazzo dei Normanni, è uno dei luoghi più straordinari d’Italia: i mosaici dorati coperti da miliardi di tessere di vetro lavorato a mano nel XII secolo tolgono il fiato anche a chi non ha nessun interesse per l’arte medievale. I Quattro Canti, la Fontana Pretoria, la Cattedrale, la Chiesa della Martorana con le cupole rosse che sembrano uscite da un sogno orientale: Palermo è un museo a cielo aperto che però vive, rumoreggia e profuma di street food.

Mezz’ora di auto da Palermo porta a Monreale, uno di quei posti che cambiano l’idea che si ha dell’arte. La Cattedrale è rivestita di 6.340 metri quadrati di mosaici dorati: la superficie decorata più grande che il Medioevo abbia mai prodotto. Una mattina qui vale più di una giornata in molti musei.

Per chi vuole aggiungere una tappa balneare vicino a Palermo, San Vito Lo Capo è la risposta: spiaggia di sabbia bianca finissima, acqua turchese, e uno dei cous cous di pesce più buoni della Sicilia occidentale. Dista circa un’ora e mezza da Palermo, è raggiungibile comodamente in una gita di giornata.

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