Un'autobomba è esplosa vicino a un checkpoint della polizia a Cizre, nel sud-est della Turchia. Almeno 11 le vittime, decine i feriti. L'esplosione è avvenuta a circa 50 metri da una caserma della polizia, che è stata danneggiata. L'attentato è stato rivendicato dal Pkk, ma già dai primi momenti era stato attribuito ai curdi. Ankara considera il Pkk un'organizzazione terroristica. La città di Cizre si trova nella provincia di Sirnak, al confine con Siria e Iraq, ed è una città con una forte presenza curda, teatro di una rivolta anti-governativa negli anni scorsi. 

Nella zona le autorità locali hanno spesso imposto il coprifuoco nei mesi scorsi e dispiegato migliaia di uomini delle forze di sicurezza nell'ambito delle operazioni contro i ribelli del Pkk. L'attentato di oggi conferma la tensione altissima tra turchi e curdi. Il vicepremier Numan Kurtumulus ha accostato i miliziani dello Stato Islamico ai "ribelli curdi" (intendendo quelli in Turchia) e ai combattenti curdo-siriani dell'Ypg: "Stanno attaccando la Turchia per approfittare e trarre vantaggio dal colpo di Stato fallito del mese scorso. Ma noi siamo determinati a proteggere i nostri confini". 

Nei giorni scorsi Ankara ha richiesto e ottenuto che i combattenti curdo-siriani dell'Ypg si ritirassero da Manbij – conquistata dalla coalizione a guida statunitense – e tornassero a est dell'Eufrate. Il governo turco aveva minacciato intervento con la forza se ciò non fosse successo.