Autostrade siciliane con pedaggi. Ulteriori. Questo perché presto tutte saranno gestite dall'Anas. Nella legge finanziaria regionale 2017, la giunta ha introdotto le norme per la trasformazione del Cas, Consorzio Autostrade Siciliane, in società per azioni, primo passaggio per poi poter procedere alla fusione per incorporazione con Anas. Lo riporta "BlogSicilia".

L’assessore alle Infrastrutture Giovanni Pistorio è stato autorizzato dalla giunta a emanare i provvedimenti che servono a raggiungere l’obiettivo. In una lettera di intenti sottoscritta fra Cas e Anas, si stabiliscono già tempi e modi per arrivare al soggetto unico. La regione detiene il 90,38% del capitale del Consorzio che vale oltre 33 milioni di euro. Le altre quote sono delle ex Province di Catania, Messina, Siracusa e Ragusa, delle Camere di Commercio di Catania, Messina e Siracusa, dei Comuni di Catania, Messina, Siracusa, Barcellona Pozzo di Gotto, Patti, Rosolini, Modica e Gela.

Queste quote valgono quasi 3,5 milioni di euro e saranno rimborsate dalla regione, che così acquisirà l’intero controllo del Cas. Il passo successivo e far confluire tuttio nel capitale sociale della nuova società mista con Anas in cui si entrerà con una quota del 49% mentre il 51% andrà all’Anas. La nuova società opererà lungo circa 700 chilometri di autostrada, 320 chilometri dei quali verranno proprio dalle autostrade gestite attualmente dal Cas compresi quelli in costruzione da Siracusa a Gela, oltre ai tratti già funzionanti e slottoposti a pedaggio ovvero la Palermo-Messina e la Messina Catania.

Quelli già gestiti dall’Anas e attualmente gratuiti, invece, sono poco meno di 400 chilometri. Si tratta dell’autostrada Palermo-Catania, della Palermo-Mazara del Vallo e della diramazione Alcamo-Trapani. La nuova società dovrebbe vedere la luce entro febbraio anche se sui i tempi i dubbi sono parecchi.