Nuova doccia fredda per la Sicilia, dopo il taglio dei fondi destinati alla riqualificazione delle periferie dell'Isola. Anche i fondi del Pon Imprese e Competitività che il Mise aveva destinato ai piani per lo sviluppo della banda larga nelle aree bianche (in particolare in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), sono stati tagliati, passando da 233 a soli 56 milioni di euro.

A comunicarlo, come si apprende da fonti vicine al ministero per lo Sviluppo Economico, è stato il ministro alle Regioni, Luigi Di Maio. Il motivo della rimodulazione, stando a quanto riportato dalla stampa nazionale, è il ritardo nella realizzazione del piano che mette i fondi a rischio di un definanziamento automatico. Per motivo, dunque, 177 milioni saranno spostati su altri programmi per le Pmi.

Nello specifico, con la prima gara, Open Fiber si è impegnata a realizzare l'infrastruttura – attraverso operazioni di progettazione, costruzione e gestione – per circa 3mila comuni in Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto, mentre la seconda gara ha interessato i 3700 comuni presenti in Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Provincia Autonoma di Trento, Sicilia, Umbria e Valle d'Aosta. Pochi giorni fa l'azienda ha annunciato di aver raggiunto il traguardo dei 500 cantieri aperti nelle aree dei bandi Infrabel. Altri mille verranno aperti entro la fine dell'anno, su un totale di 6800.

Banda larga: cosa è?

La locuzione banda larga (in lingua inglese broadband), nel campo delle telecomunicazioni e informatica, indica generalmente la trasmissione e ricezione di dati informativi, inviati e ricevuti simultaneamente in maggiore quantità, sullo stesso cavo o mezzo radio grazie all'uso di mezzi trasmissivi e tecniche di trasmissione che supportino e sfruttino un'ampiezza di banda superiore ai precedenti sistemi di telecomunicazioni detti invece a banda stretta (narrowband).

Il 3 marzo 2015, il Governo italiano ha approvato la Strategia Italiana per la banda ultralarga con l'obiettivo di coprire, entro il 2020, l’85% della popolazione con infrastrutture in grado di veicolare servizi a velocità pari e superiori a 100Mbps garantendo al contempo al 100% dei cittadini l’accesso alla rete internet ad almeno 30Mbps. Il piano è finanziato con 3,5 miliardi di € del Fondo Sviluppo e Coesione e 1,8 miliardi di euro provenienti da programmi operativi regionali e nazionali 2014-2020. I primi due bandi sono stati aggiudicati ad Open Fiber, società partecipata di Cassa Depositi e Prestiti e Enel. A maggio 2018 risulta coperto il 71% del totale.