A causa dell'abuso incontrollato di antibiotici, la Regione Sicilia ha firmato un decreto per limitare l'uso e monitorare le prescrizioni dei farmaci. Sono ben 71 milioni e 940 mila euro i soldi spesi nel 2015 per l'acquisto di antibiotici in Sicilia. L'isola è entrata ufficialmente nella black list nazionale, superando di molto la spesa media delle altre regioni. Già nei primi mesi del 2016, la spesa si è aggirata intorno ai 36 milioni, per una vendita di quasi 7 milioni di confezioni.

Il decreto appena firmato dall'assessore alla Salute Baldo Gucciardi riguarda soprattutto gli antibiotici iniettabili, quelli per cui si registra un abuso maggiore. Il metodo approvato consiste nella compilazione, da parte del medico, di un'apposita scheda del piano terapeutico dove descrive motivazione e durata della cura. La scheda sarà poi controllata dall'Asl di competenza, che ne verificherà l'appropriatezza. 

Ma la Cgil non ci sta, avendo già chiesto una revoca. Filippo Giannobile, coordinatore nazionale della Cgil Medicina generale, evidenzia come sia già in vigore un decreto che limita gli antibiotici facili, chiedendo ai medici che sbagliano di restituire i soldi delle prescrizioni inutili. Per Giannobile «Si tratta di un ulteriore passaggio che appesantisce il carico burocratico del medico di famiglia, sottraendo tempo al lavoro clinico» – e aggiunge – «Il risultato sarà che le prescrizioni si abbatteranno soltanto perché il medico, già oberato di carte, rinuncerà a compilare la scheda. Anche i pazienti che ne hanno bisogno saranno costretti a comprare l’antibiotico a proprie spese oppure rinunceranno alle cure».

Ma per l'assessore Gucciardi non è soltanto una questione di iperprescrizione, infatti dichiara: "Il decreto ci consentirà di tenere sotto controllo le prescrizioni, come già è avvenuto per l’insulina e gli steroidi. Ne va della salute pubblica: la diffusione di infezioni antibiotico-resistenti è dovuta proprio all’uso smodato degli antibiotici".