L'azienda Borsalino, famosa in tutto il mondo per i suoi cappelli, è ufficialmente fallita. Nelle ultime ore, un tribunale ha respinto la seconda richiesta di concordato (la prima fu nel 2015) avanzata dallo svizzero Camperio.

Come riporta RaiNews:

In mezzo ci sono 160 anni di storia e di mito, e pure un francobollo, voluto appena pochi mesi fa dal ministero dello sviluppo economico per celebrare tutta quella storia e collocare l'azienda tra le "Eccellenze del sistema produttivo". Questa eccellenza è stata lasciata morire. Resteranno il bianco e nero di miti come Humphrey Bogart, ricorderemo l'aura di mistero così tipica dei suoi cappelli, indossati dai gangster veri, come Al Capone, o falsi, come la coppia Alain Delon-Jean-Paul Belmondo in "Borsalino"; oppure dagli eroi tenebrosi, come Indiana Jones, e perfino dai mostri,  come Freddy Kruger.

Senza dimenticare il panama di Michael Jackson. Nel pomeriggio, fanno sapere i sindacati, ci sarà un incontro con i lavoratori e i curatori fallimentari. Dall'azienda, invece, non c'è ancora alcuna comunicazione ufficiale. Per ora, si sa solo che il made in Italy ha perduto un'altra importante testimonianza dell'ineguagliabile bellezza prodotta dalle nostre sapienti mani artigiane. Fu Teddy Roosevelt con il suo cappello fatto di foglie di Cardulovica ad attirare l'attenzione del sarto alessandrino Giuseppe Borsalino. Il presidente Usa, al limite del canale di Panama in costruzione, si fece fotografare con un copricapo bianco dal nastro nero che gli faceva ombra sulla faccia baffuta. Borsalino comprese subito la preziosità di quell'oggetto elegante e lo trasformò in oggetto del desiderio per gli uomini di tutto il mondo.

Il laboratorio di Alessandria, aperto nel 1857, diventò industria: produceva 2.500 cappelli al giorno e il Grand Prix, un importante attestato di qualità vinto all'Esposition Universelle di Parigi del 1900, diffuse la fama del marchio in tutto il mondo. Alla vigilia della prima guerra mondiale Borsalino produceva circa 2.000.000 di cappelli all'anno e dava impiego a oltre 2.500 dipendenti. Non solo: la produzione dei cappelli di qualità imponeva l'uso esclusivo di feltro di pelo di coniglio e questo determinò una ricaduta positiva nell'economia rurale piemontese.

All'estero il marchio conquistò i mercati più importanti: quello della City londinese, con le bombette, ma soprattutto quello statunitense, dove i cappelli Borsalino furono adottati dallo star system hollywoodiano. Il suo ridimensionamento avvenne in concomitanza con la caduta in disuso dei copricapi formali. Dopo un cambio di proprietà negli anni novanta, la situazione è andata via via peggiorando fino all'epilogo odierno.